Spagna giudice respinge richiesta di riaprire i casi di genocidio contro leader cinesi

DHARAMSHALA 24 aprile: la Corte Suprema di Spagna mercoledì ha respinto un appello per riaprire il caso di “genocidio” nei confronti di cinque ex dirigenti cinesi tra cui Jiang Zemin e Hu Jintao e ha confermato la sua decisione di archiviare l’indagine.

Il mese scorso, il monaco Thubten Wangchen fondatore della Casa del Tibet, ha presentato ricorso per riaprire il caso.

Nella foto, Thubten Wangchen (R) e Palden Gyatso, ex prigionieri del regime cinese in Tibet, giungono in Spagna presso l’ Alta Corte a Madrid per presentare denuncia di genocidio e crimini contro l’umanità in Tibet il 28 giugno 2005.

Parlando a Voice of Tibet, Thubten Wangchen ha affermato che il giudice spagnolo ha dichiarato che il caso non è direttamente collegato con la Spagna e non ha avuto luogo nel paese. “Pertanto, non può perseguire il caso secondo la nuova legge.”

Nel 2013, il tribunale spagnolo ha emesso un mandato di arresto internazionale contro i cinque leader cinesi con l’accusa di genocidio e crimini contro l’umanità, ma poi lasciò cadere il fatto basandosi su una nuova legge che consente ai tribunali spagnoli di seguitare questo procedimento solo se l’imputato è un cittadino spagnolo o un residente in Spagna.

I cinque leader cinesi sono Jiang Zemin, l’ex presidente e segretario del partito; Li Peng, ha decretato il 20 maggio 1989 la legge marziale (mantenuta fino al gennaio 1990) per reprimere il movimento studentesco sviluppatosi in quella primavera. Dal 1998 al 2003 è stato presidente dell’Assemblea nazionale del popolo. Qiao Shi, ex capo della sicurezza cinese e responsabile della Polizia armata del Popolo durante il periodo che era in vigore la legge marziale in Tibet ; Chen Kuiyuan, segretario del partito nella Regione autonoma del Tibet dal 1992-2001 ( era noto per la sua linea dura contro la religione e la cultura tibetana), e Deng Delyun (noto anche come Peng Pelyun), ministro della pianificazione familiare nel 1990.

Alan Cantos e il dottor Jose Elias Esteve Molto, entrambi cittadini spagnoli, hanno presentato congiuntamente i casi alla corte spagnola Spagna nel 2005.

Nel 2008, la Corte Suprema penale della Spagna avevano accettato di ascoltare alcuni gruppi per i diritti tibetani che avevano accusato di genocidio in Tibet i leader cinesi.

I casi sono stati ammessi in base al principio di “competenza universale” adottata dalla magistratura spagnola nel 2005 e erano stati indicati i tribunali spagnoli dove si  potevano  esaminare le denunce di genocidio e crimini contro l’umanità , ovunque si verifichino e indipendentemente dalla nazionalità del convenuto.

La Cina ha espresso la sua rabbia per il caso dicendo che potrebbe danneggiare i legami tra Spagna e Cina. La modifica della legge è vista come una mossa per evitare di irritare la Cina, che ha accolto con favore la decisione del giudice nazionale spagnola di archiviare i casi contro i suoi ex dirigenti.

La Spagna, tuttavia, ha negato che la nuova legge è stata una risposta ai reclami provenienti dalla Cina.

Phayul, 24/04/2015

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