Spaghetti cinesi (d’amido di fagiolini) a “denominazione d’origine controllata”

Il sistema europeo delle certificazioni DOP  e delle IGP, per i prodotti a processo certificato e origine determinata, non è accettato in sede WTO, cioè nell’ambito degli accordi per il commercio internazionale: molti paesi, tra cui la Cina, li considerano forme di protezionismo contrarie ai canoni del libero mercato.
Apprendiamo da “Libero” di oggi, 6 novembre 2010, a pag. 31, che in Europa, invece, i cinesi hanno chiesto e ottenuto l’iscrizione nel registro  IGP (Indicazione Geografica Protetta) dei loro spaghetti fatti con amido di fagiolni. Sono i Longkou Fen Si e sono soprannominati “cellophane noodels” perché non scuociono.
Quindi nel Vecchio Continente è vietato imitarli, visto che  da ora in poi sono un marchio protetto.

E i cinesi sono tanto contenti della cosa che già hanno chiesto analoga registrazione per la mela Shaanxi Ping, per il tè verde Longijing Cha, per il tubero Lixian e per l’aceto di riso fermentato. La Coldiretti ha “risposto” con la richiesta di certificazione della pasta Ghigi, fatta interamente con grano italiano.
Dinanzi a queste vicende ci chiediamo: è possibile che a nessuno sia venuto in mente di chiedere ai cinesi una condizione di reciprocità?
Sappiamo da tempo che nessuno osa chiedere loro il rispetto dei diritti umani; è evidente che non si può chiedergli garanzie relative alla tutela dell’ambiente e misure efficaci contro l’inquinamento dell’aria e dell’acqua; probabilmente l’Occidente è felice d’essere invaso da prodotti spesso contraffatti e di bassa qualità che giungono dalla Cina a prezzi irrisori (per il noto dumping sociale e lo sfruttamento dei prigionieri dei laogai). Va bene anche che i cinesi colonizzino mezza Africa per diventare anche i più potenti agricoltori del mondo.
Ma, quando vengono a chiedere alle nostre leggi di proteggere i loro prodotti, noi acconsentiamo così supinamente, senza porre la condizione che anche i nostri prodotti godano idone ed effettiva protezione da parte delle loro norme? Lasciamo che pretendano dai nostri ordinamenti giuridici le garanzie che non valgono per i prodotti europei in Cina….
Diceva Moretti, in un vecchio film, “Va bene, continuiamo così, facciamoci del male”!!!

F.R.P.

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