“Solidarietà Tibetana”

Torino – Storie di diritti e libertà negate, di abusi e soprusi, di dolore e di speranza. Storie che parlano di Cina e soprattutto di Tibet. Storie raccontate da chi è stato costretto a lasciare il paese d’origine e a organizzare l’opposizione politica e sociale in esilio come Wei  Jingsheng, famoso dissidente cinese e premio Sakharov del Parlamento Europeo, Chime Yungdrung, presidente del National Democratic Party of Tibet, Cai Chongguo, del China Labour Bulletin di Hong Kong e Lukar Sham, operaio tibetano ed ex prigioniero politico. Storie che hanno preso forma nella tavola rotonda promossa dalla Cisl Piemonte al Centro Congressi di Torino Incontra dal titolo:”La costruzione di un sindacato libero e di una società democratica in Cina e in Tibet”.   Introducendo i lavori la segretaria generale della Cisl regionale Giovanna Ventura ha spiegato così le ragioni dell’iniziativa. “Abbiamo voluto offrire al gruppo dirigente – ha detto la segretaria – un’occasione per capire le reali condizioni economiche e sociali di queste relatà e definire quale ruolo il sindacato e la società civile europea possano avere nel processo di costruzione di un sindacato libero e di una società democratica proprio in Cina e in Tibet”.
Tra i protagonisti del dibattito, moderato da Christiana Ruggeri della redazione del TG2 Rai, autrice di importanti reportage per la Tv pubblica su queste realtà, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni che, con la sua presenza, ha voluto testimoniare la solidarietà e la vicinanza di tutta la Cisl al popolo tibetano, e all’opposizione politica e sociale al regime cinese e a tutte quelle persone che hanno lottato e continuano a farlo per l’affermazione di diritti fondamentali. Dagli interventi è emerso che in un momento di grave crisi economica, la Cina rilancia l’economia interna disponendo di ingenti riserve valutarie e di oro. Ma a questo sviluppo non corrisponde una crescita sociale dei cittadini e dei lavoratori. Aumentano le diseguaglianze, l’istruzione è per pochi e ai contadini viene espropriata la terra in cambio di ridicoli indennizzi.    “La Comunità Internazionale – ha spiegato Claudio Tecchio, responsabile del Dipartimento Politiche Internazionali della Cisl Piemonte – ormai è ostaggio della Cina. I tibetani hanno capito che possono contare solo sulle loro forze ed hanno deciso di costruire una forte opposizione sociale al dominio coloniale cinese”. Wei  Jingsheng, noto dissidente cinese ha ribadito che “il costo del lavoro in Cina è molto basso e che le leggi non garantiscono diritti ai lavoratori. Gli stati europei dovrebbero promuovere azioni politiche per costringere il governo cinese a rispettare le principali libertà civili”. Lukar Sham, operaio tibetano ed ex prigioniero politico ha scelto il convegno di Torino per annunciare la nascita del primo sindacato tibetano all’estero che si chiamerà “Solidarietà Tibetana”. In Tibet l’80% dei giovani non ha lavoro e il salario è inferiore del 40% ai già miseri stipendi cinesi. Concludendo i lavori della tavola rotonda il leader della Cisl, Raffaele Bonanni ha espresso la solidarietà e la vicinanza e la solidarietà di tutta la Cisl ai lavoratori colombiani, venezuelani, africani, cinesi, tibetani, birmani e di altri popoli  che lottano per la loro libertà ed emancipazione. “Tibet e Birmania conducono da anni una battaglia esemplare; combattono contro un regime liberticida a mani nude, cercando di costruire con certosina pazienza la pace e la democrazia”. “Stiamo lavorando – ha aggiunto il leader della Cisl – con i capi di stato e con Lula, in particolare, per alleviare le sofferenze degli oppositori al regime cinese. Il mostro cinese, metà capitalista e metà comunista, vuole mettere radici anche in Occidente e noi glielo impediremo e faremo tutte le pressioni necessarie per cambiare le cose in quella parte del mondo”. “Occorrono – ha concluso Bonanni  – nuove regole per gli scambi commerciali e il Fondo Monetario e la Banca Mondiale possono svolgere un ruolo determinante per aprire una nuova fase nei rapporti tra stati”.

Fonte : Conquiste del lavoro (CISL)

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