Laogai: una signora perseguitata in un campo di lavoro del Sichuan

La signora Zhang Nengmin, un medico di agopuntura di quarantanni della città di Dazhou, provincia di Sichuan, è stata perseguitata nel campo di lavoro forzato femminile di Sichuan. Prima di essere arrestata era in buona salute. Attualmente è perseguitata e soffre di esaurimento. La sua vita è in pericolo.
I parenti della signora Zhang sono andati a trovarla presso la settima sezione del campo di lavoro forzato femminile di Nanmusi nella provincia del Sichuan. Non era in grado di camminare o stare in piedi da sola ed era sorretta da due persone. Era magra come uno scheletro e aveva una cicatrice sul viso. Uno dei suoi denti incisivi superiori mancava. Non si vedeva il suo orecchio sinistro. Sembrava fasciato con qualcosa ed era abbastanza spaventoso vederlo.
Il suo viso non mostrava alcuna emozione o reazione. Non ha formulato una singola frase quando i suoi parenti le parlavano. È stato segnalato che non aveva appetito e aveva problemi per addormentarsi. Le iniezioni endovenose non avevano effetto. Aveva ormai perso il controllo della vescica e dell’intestino.
La mattina del 1° aprile 2008, oltre 10 persone, guidate da Peng Yu dell’Uffcio 610 e Liu Xiaodong della stazione di polizia di Beicheng, irruppero nella casa della signora Zhang con forza. Perquisirono tutta la sua casa e sequestrarono tutti i suoi libri e i DVD del Falun Gong; lei riuscì a fuggire. Alle 2 di pomeriggio del 9 giugno 2008, due giorni dopo il suo ritorno a casa dopo essere stata costretta a stare lontana per più di due mesi, una dozzina di poliziotti guidati da Liu Xiaodong irruppero nuovamente nella sua casa. L’arrestarono e la tennero in prigione per più di un mese. Fu poi condannata a stare in un campo di lavoro per un anno e mezzo.
Il 18 luglio 2008, la signora Zhang è stata portata nel campo di lavoro forzato femminile a Nanmusi, città di Zizhong, provincia di Sichuan. Dopo essere stata nel campo di lavoro per sette mesi, la sua vita è ora in pericolo.
Facciamo appello alle persone in tutto il mondo per aiutarla. Noi speriamo che le organizzazioni mondiali per i diritti umani indaghino sul caso della signora Zhang e facciano degli sforzi urgenti per salvarla.

fonte: DossierTibet, 12 aprile 2009

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