Sicurezza: Maroni, piano nazionale contro criminalità cinese

Un piano nazionale di contrasto alla criminalita’ cinese ed in particolare ai reati legati alla contraffazione che stanno assumendo, ormai, nel nostro paese ” dimensioni rilevanti e che, in certe realta’ territoriali, non possono essere lasciati solo sulle spalle delle autorita’ locali”. Ad annunciarlo e’ stato oggi il ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, a margine della cerimonia per la consegna dei brevetti del 37* corso superiore di Polizia tributaria che si e’ svolto ad Ostia, presso la scuola di Polizia tributaria della Guardia di Finanza.

Maroni ha voluto ricordare la recente operazione di Firenze che ha smantellato una importante rete legata alla criminalita’ cinese ricordando che ” le difficolta’, per quanto riguarda la comunita’ cinese in Italia, consiste nel fatto che non abbiamo ancora un accordo di riammissione con la Cina per quanto riguarda i clandestini cinesi”. Questo perche’, ha ricordato il responsabile del Viminale,
il governo cinese si e’ rifiutato di sottoscriverlo. ” Nei prossimi giorni convochero’ una riunione a Roma per
istituire un Tavolo nazionale – ha quindi annunciato Maroni – con la partecipazione, oltre del Viminale, dei Ministeri dell’ Economia e del Lavoro, perche’ l’ esperienza di Milano e di Firenze dimostra che il problema e’ importante e che non puo’ essere lasciato alla sola iniziativa locale. I sindaci non possono essere lasciati soli – ha aggiunto Maroni – in queste determinate realta”’. A toccare il tema della criminalita’ cinese era stato, nel corso del suo intervento, lo stesso comandante generale della Guardia di Finanza, gen. Nino Di Paolo. Ricordando proprio l’ operazione svolta in Toscana dalle Fiamme Gialle, Di Paolo ha detto che in quella occasione si e’ dimostrato come esista uno ” spaccato allarmante e significativo” nella nuova realta’ criminale a sfondo economico. La criminalita cinese,
infatti, ha dimostrato, ha aggiunto il comandante generale della GdF di sapersi muovere, in maniera coordinata, su piu’ livelli, quello meramente criminale, quello economico, lo sfruttamento dell’ immigrazione clandestina. ” Ma vi e’ anche – ha detto Di Paolo – una dimensione economica e finanziaria che giunge a toccare realta’ trans-nazionali che non possono piu’ essere ignorate”.

Fonte: ASCA, 6 luglio 2010

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