Sichuan: indaga sui crolli del sisma, condannato a cinque anni di galera

Un tribunale cinese di Chengdu, capitale del Sichuan, ha condannato a cinque anni di prigione – la pena massima prevista – l’attivista Tan Zuoren.Egli è stato incriminato formalmente per “sovversione”, per aver fatto circolare in rete commenti critici sul massacro di Tienanmen del 4 giugno 1989. Associazioni a difesa dei diritti umani ribattono che le vere motivazioni sono legate alle sue indagini sui “materiali scadenti” con i quali erano costruiti gli edifici, crollati nel terremoto che ha colpito il Sichuan nel maggio 2008.
 
Il sisma di magnitudo 7,8, che ha devastato la provincia cinese sud-occidentale, ha causato quasi 80mila morti, più di 370mila feriti e circa 4,8 milioni di sfollati. Molte delle vittime erano bambini, rimasti intrappolati all’interno delle scuole crollate. Fra le cause che hanno contributo ad aggravare il bilancio, i materiali scadenti utilizzati nella costruzione degli edifici e l’abusivismo edilizio.
 
Tan Zuoren è stato arrestato mentre preparava un rapporto sulle scuole rase al suolo dal terremoto. Nell’agosto scorso la corte ha aggiornato il processo senza emettere alcuna sentenza Oggi i giudici di Chengdu hanno emesso il massimo della pena prevista, in un procedimento che è durato in tutto meno di 10 minuti.
 
Pu Zhiqiang, uno degli avvocati di Tan, conferma che “è stato condannato a cinque anni di prigione per incitamento alla sovversione contro i poteri dello Stato” e per questo “privato dei diritti politici per tre anni”. Non vi sarebbero accuse legate al terremoto e alle indagini compiute, perché “tutti i procedimenti sono legati al 4 giugno (!989)”.
 
Tuttavia, membri e associazioni per i diritti umani assicurano che le “indagini indipendenti” sul terremoto del Sichuan sono “la vera motivazione” alla base della condanna. Il legale di Tan ha già annunciato che ricorrerà in appello.
 
Ai Wewei, artista cinese impegnato a sostegno delle vittime del sisma, sottolinea che “questo caso è ancora più importante di quello di Lui Xiaobo” (l’attivista condannato a 11 anni di galera per articoli e scritti in cui chiede il rispetto dei diritti umani in Cina e la fine del partito unico, ndr). La condanna di Tan Zuoren, continua l’artista, mostra che “il sistema legale cinese ha fatto grandi passi all’indietro: il crimine di Tan è solo l’uso della parola, un atto di coscienza”. 

 

da Asia News

09/02/2010 08:57

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