Sichuan, ancora arresti per chi approva la Rivoluzione dei gelsomini

Ding Mao, dissidente del Sichuan è in carcere per aver soltanto “parlato” della Rivoluzione dei gelsomini. Pechino ha talmente timore di proteste di piazza che  ormai colpisce anche soltanto l’intenzione di protestare, pure per un semplice scritto su internet. Il gruppo Centre for Human Rights and Democracy denuncia che la polizia ha portato via Ding da casa a Chengdu il 19 febbraio, solo perché aveva spedito messaggi via internet invitando la gente a scendere in piazza ogni domenica per fare proteste pacifiche. Soltanto il 27 marzo è arrivata alla moglie Feng Xia l’accusa formale contro Ding per “istigazione alla sovversione contro lo Stato”. Accusa identica era arrivata negli scorsi giorni contro lo scrittore Ran Yunfei, altro dissidente del Sichuan, arrestato a febbraio per avere inneggiato su internet alle proteste di piazza. Ding, 43 anni, come Ran era studente universitario nel 1989 e ha partecipato al Movimento di piazza Tiananmen per la democrazia. Ieri pure la famiglia di Chen Wei, democratico di Suining (Sichuan) ha ricevuto la formale accusa per “istigazione alla sovversione”. Anche Chen è stato arrestato il 20 febbraio. Sempre ieri, il Dipartimento australiano per gli Affari Esteri e il Commercio ha confermato che sono in corso accertamenti sulla scomparsa, avvenuta a Guangzhou il 27 marzo, di Yang Hengjun, scrittore australiano nato in Cina. Il suo amico Bei Feng dice che Yang aveva pubblicato articoli su argomenti ritenuti “sensibili” dalle autorità, anche se non collegati con la Rivoluzione dei gelsomini e spiega che “è scomparso dopo che il suo volo da Pechino e Guangzhou è atterrato all’aeroporto di Baiyun, il 27 marzo”. “Prima di scomparire, aveva telefonato a un amico dicendo che era seguito da 3 uomini”. Yang (nella foto) è considerato  uno dei più autorevoli autori di articoli su internet e il suo blog riceve milioni di visite. Alcuni conoscenti temono che sia stato rapito dalla polizia, anche se Pechino risponde di “non conoscere questa persona”. Da quando a febbraio è iniziata la Rivoluzione dei Gelsomini, Pechino ha arrestato o fatto scomparire centinaia di dissidenti e democratici, in genere solo per quello che hanno detto o scritto.

Fonte: Asia News, 30 marzo 2011

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