Si allargano le indagini per corruzione sulla ditta NucTech, già presieduta da Hu Haifeng

Fonti di stampa namibiane indicano possibili nuovi arresti per le indagini per corruzione che coinvolgono la cinese NucTech, ditta leader per i controlli a raggi x negli aeroporti, di cui è stato responsabile Hu Haifeng, figlio maggiore del presidente cinese Hu Jintao. Intanto Pechino ieri ha oscurato i siti web che per primi hanno riportato la notizia.

La NucTech nel 2008 ha ottenuto un contratto per 55,3 milioni di dollari per installare scanner di controllo. La somma era per la maggior parte coperta da prestiti agevolati erogati dalla Cina, concessi in occasione della visita del presidente Hu nel 2007, appunto a condizione che per la fornitura fosse poi incaricata la ditta cinese. A febbraio 2009 la Namibia ha pagato circa 12,8 milioni alla NucTech. Buona parte della somma è stata subito trasferita alla ditta Teko Trading a pagamento di “consulenze”, compagnia posseduta ad Yang Fan e da due cittadini namibiani. I tre oggi compariranno avanti al Giudice per chiedere la libertà su cauzione. Nelius Becker, capo della commissione d’inchiesta, parla di “corruzione” e dice che le somme sono state erogate per ottenere il contratto, con coinvolgimento di funzionari pubblici.

I tre sono stati arrestati: pare abbiano dilapidato in spese voluttuarie quasi tutta questa somma, ma il sospetto è che il denaro sia stato intascato da politici locali.

Hu Haifeng è stato presidente della NucTech fino al 2008, quando è diventato dirigente della Tsingua Holdings, che controlla la NucTech e oltre 20 altre compagnie.

La NucTech, creata nel 1997 dagli ambienti dell’università Tsinghua di Pechino, dove hanno studiato sia il presidente Hu Jintao che suo figlio, in pochi anni è diventata una delle maggiori ditte mondiali del settore. Copre quasi per intero il mercato cinese: nel 2006 ha ottenuto l’incarico di installare nuovi scanner per il controllo di liquidi pericolosi, in tutti i 147 aeroporti cinesi. Ma negli ultimi mesi è al centro di ripetute accuse di concorrenza sleale nell’Unione europea, ma anche per corruzione e abuso d’ufficio nelle Filippine. In Sudafrica fonti di stampa dicono che ci sono indagini per corruzione riguardo a un contratto, ottenuto dalla ditta, per la vendita di scanner per 380 milioni.

Mancano commenti ufficiali della NucTech, anche se gli scandali sono emersi da tempo. Ieri i popolari siti web Sina e Netease hanno riportato la notizia delle indagini in Namibia. Per ore i siti sono rimasti oscurati. Sono tornati visibili a notte fonda, dopo che l’articolo era stato tolto. Ieri, comunque, erano oscurati diversi siti, come Digu e Zousa, oltre a Facebook e Twitter irraggiungibili ormai da settimane. Esperti dicono che Pechino cerca di perfezionare nuovi modi di controllo di questi siti e che, nel frattempo, ha preferito renderli inagibili.

Fonte: AsiaNews, 22 luglio 2009

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