Shanghai, torna l’incubo dell’influenza aviaria. Due morti

L’Ufficio di sanità pubblica della metropoli di Shanghai ha ordinato a tutti gli ospedali cittadini di “monitorare e riportare” ogni caso sospetto di malattie respiratorie, dopo la morte di 2 uomini causata da un nuovo ceppo di influenza aviaria. Il virus H7N9 è un sotto-tipo del virus influenzale H5N1, che dal 2005 si manifesta in tutta l’Asia: fino a ora, però, questo tipo non si era mai trasmesso agli esseri umani.
Le due vittime avevano 87 e 27 anni; un terzo caso riguarda una donna di 35 anni della provincia dell’Anhui. Le autorità sanitarie sostengono che sia “in gravi condizioni”, ma hanno comunque atteso 3 settimane prima di diramare l’allarme agli ospedali. Secondo l’Health News, giornale di Stato che ha riportato la notizia, una delle vittime era un macellaio mentre la donna “viveva a contatto con degli uccelli”.
Il quarto caso è venuto invece alla luce tramite i social network. Un uomo, che secondo il profilo Weibo è il direttore amministrativo del Nanjing Drum Tower Hospital, ha pubblicato la diagnosi di una donna di 45 anni della provincia del Jiangsu che – lavorando come macellaia di polli – avrebbe contratto il virus. La donna, ricoverata, ha avuto un peggioramento il 24 marzo ed è stata ricoverata in terapia intensiva. Il 30 i medici hanno confermato la diagnosi.
Una fonte che opera nel settore dice che il governo “ha ordinato ai media e agli ufficiali sanitari di presentare un fronte unito nel rispondere al pubblico di questi casi”. E lo staff dell’ospedale n°5 di Shanghai (dove si sono verificati i decessi) oggi dice di “non avere commenti” e chiede di “contattare le autorità sanitarie”. Tuttavia la notizia ha preoccupato la popolazione civile: Lin Xiaoxia, casalinga, spiega che “non ci sono tante notizie, ma molti di noi ora evitano di mangiare pollame o maiali”.
Tang Jingling, avvocato di Guangzhou, sostiene che il ritardo nell’annuncio sia collegato alla stabilità sociale: “Le autorità pensano sempre e solo a mantenere la stabilità sociale. E hanno pensato che, con un allarme del genere, sarebbe stato più difficile gestire la situazione. Il Partito comunista pensa più a rimanere al potere che al benessere della popolazione”.
In ogni caso, per adesso la situazione sembra essere sotto controllo. Il governo di Hong Kong – piagato dall’epidemia di Sars nel 2002 e 2003 – dice di essere stato “informato per via ufficiale” dei casi, ma li ritiene “isolati”. Il portavoce dell’Organizzazione mondiale della Sanità per la Cina, Timothy O’Leary, calma i toni: “Al momento non ci sono prove di trasmissione umana, i rischi sembrano essere bassi”.

Fonte: Asia News, 2 aprile 2013

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