Sette persone sono state arrestate in Tibet per aver “diffuso voci” sulla minaccia del coronavirus.

Secondo i media statali e altre fonti, le autorità cinesi in Tibet hanno bloccato le divulgazioni di notizie online sul crescente numero di infezioni dal coronavirus cinese, arrestando sette persone nella prefettura di Chamdo in Tibet con l’accusa di diffondere voci e disinformazione.

I monaci tibetani nel monastero di Labrang di Gansu raccolgono donazioni per aiutare le vittime del coronavirus di Wuhan in una foto del febbraio 2020

Il People’s Daily il 5 febbraio ha detto che uno dei detenuti, un residente della contea di Chamdo Gonjo (Gongjue in cinese) identificato con il nome Chen, aveva pubblicato un commento online il 29 gennaio affermando che persone provenienti dalla Cina continentale erano giunte in segreto nella contea, “ provocando panico tra gli utenti on line di Chamdo  “.

Il Quotidiano del popolo  ha esposto che gli agenti di pubblica sicurezza” hanno immediatamente chiarito la situazione “e hanno preso in custodia Chen, condannandolo a un periodo di detenzione di 10 giorni e una multa di 500 yuan (circa 72 $ USA). Non hanno detto nulla sua origine, se Chen  sia di etnia tibetana o un cinese han.

Nel frattempo, un uomo identificato con il nome Tse è stato arrestato nella contea di Chamdo Tengchen (Dingqing) per aver pubblicato un messaggio sulla popolare piattaforma WeChat chiedendo ai lettori di recitare una particolare preghiera 10 volte e di inviare la richiesta a 10 altre persone per proteggersi dalla infezione.

Il People’s Daily divulgato la notizia che “l’ufficio di pubblica sicurezza della contea di Tengchen ha punito l’uomo con un periodo di detenzione amministrativa di sette giorni, secondo la legge”.

“La pubblicazione di informazioni e di espressione online deve essere conforme alle leggi e ai regolamenti pertinenti”, ha dichiarato l’Ufficio di Pubblica Sicurezza della contea in un avviso citato dal giornale controllato dallo Stato, esortando i netizen a “non creare voci, non credere a  quello che si dice in giro o diffondere voci”, e per creare un “cyberspazio pulito e armonioso”.

Parlando con il servizio tibetano di RFA, un residente di Chamdo ha confermato il rapporto del giornale, dicendo: “Sette persone sono state arrestate per presunta diffusione di disinformazione”.

I numeri continuano a salire

I media statali riferiscono che il numero dei contagiati del  coronavirus nelle aree della Cina tibetana sono aumentati durante il fine settimana,  con un totale di 23 casi ora riportati nella prefettura autonoma tibetana Kardze del Sichuan e sei nella prefettura autonoma tibetana Kanlho del Gansu.

Un’infezione è stata confermata anche nella prefettura autonoma tibetana di Ngaba nel Sichuan, tre nella prefettura autonoma tibetana di Tsojang nella vicina provincia del Qinghai e 15 nella capitale provinciale del Qinghai, Xining.

Una fonte a Lhasa ha detto a RFA che il5 febbraio, un proprietario di un negozio di tè nella capitale regionale del Tibet, Lhasa, è stato multato per aver aperto il suo negozio in contrasto con un ordine del governo del 28 gennaio dove viene fatto obbligo di chiudere tutte le discoteche, i cyber caffè, i negozi di tè e i cinema.

I monaci tibetani stanno nel frattempo si stanno operando  per frenare la diffusione del virus, raccogliendo donazioni nel monastero di Labrang nella contea di Sangchu (Xiahe) di Gansu e distribuendo migliaia di  mascherine nella contea di Tawu (Daofu) di Kardze, già colpita duramente dalla diffusione dell’infezione.

“Questo è il minimo che possiamo fare  per le persone che vivono a Tawu”, ha detto un monaco del monastero Shedrup Tenphel Choeling. Possiamo solo sperare di poter essere di qualche aiuto nel prevenire l’ulteriore diffusione di questa epidemia”.

Traduzione a cura di Arcipelago laogai: in memoria di HarryWu

Fonte: RFA,10/02/2020

English article:

Seven Detained in Tibet For ‘Spreading Rumors’ on the Coronavirus Threat

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