Seconda Guerra Mondiale. Il Giappone porge le proprie scuse, la Cina le respinge

“Profondo dolore” per le vittime della Seconda guerra mondiale e per i «danni incommensurabili» e la «sofferenza» causati.

E’ quanto ha espresso il premier giapponese, Shinzo Abe, nella Dichiarazione sui 70 anni dalla fine del conflitto, durante la conferenza stampa indetta appositamente. “Il Giappone – ha detto- ha più volte espresso i sentimenti di profondo rimorso e di scuse sincere per le azioni fatte durante la guerra».

Proprio con l’intento di manifestare “questi sentimenti attraverso azioni concrete”, ha proseguito, “abbiamo inciso nel nostro cuore le storie di sofferenza delle persone in Asia, come i nostri vicini: quelli dei Paesi del sudest asiatico, come Indonesia, Filippine e Taiwan, Repubblica di Corea e Cina, tra gli altri; e abbiamo costantemente dedicato noi stessi alla pace e alla prosperità della regione dopo la fine della guerra”.

Tuttavia, ha ammesso Abe, «non c’è dubbio che qualsiasi sforzo si possa fare, i dolori di coloro che hanno perso i loro familiari e i ricordi di sofferenza di coloro che hanno subito immense sofferenze dalla distruzione della guerra non saranno mai guariti”. Tanto più che Pechino ha respinto in toto le scuse, definendole “nel migliore dei casi, annacquate” per il “contesto calibrato con cura” nel quale Abe le ha inserite.

Il discorso del premier giapponese, secondo la Cina è “un passo indietro rispetto a quello del 1995 dell’allora primo ministro Tomiichi Murayama”, dice affermando che “non è necessario per le generazioni future continuare a scusarsi, Abe sembra voler dire che scuse-una-volta-per-tutte sono sufficienti a chiudere una pagine di storia”.

Articolo Tre,14/08/2015

English article,China Daily Mail: 

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