Scomparso un editore di Hong Kong che pubblicava libri sui politici cinesi

Quattro uomini legati alla casa editrice di Hong Kong Sage Communications, che pubblica libri scandalistici sulla vita dei politici cinesi, sono scomparsi alcuni giorni fa. Il proprietario della casa editrice e libreria, Gui Haiming, che ha passaporto svedese, è stato visto per l’ultima volta alla metà di ottobre, quando è andato in Thailandia, dove possiede una casa.

Due dipendenti, Lu Bo e Zhang Zhiping, non hanno più contattato Hong Kong nei giorni tra il 22 e il 24 ottobre, dopo essere andati in Cina per visitare alcuni parenti. Anche l’amministratore della libreria, Lin Rongji, è scomparso.

Gui Haiming ha pubblicato autobiografie di ex amanti di politici cinesi e resoconti sensazionalistici. Tra i titoli più recenti ci sono Il collasso di Xi Jinping nel 2017 e Il complotto di Hu Jintao contro Xi Jinping. L’anno scorso l’editore di Hong Kong Yiu Manting è stato condannato a dieci anni di carcere: stava per pubblicare un libro sul presidente cinese Xi Jinping, quando è stato arrestato con l’accusa di aver contrabbandato sette bottiglie di prodotti chimici nel 2010.

Secondo quanto riferito dai loro colleghi a Radio Free Asia, un organo di informazione indipendente finanziato dagli Stati Uniti, i quattro uomini potrebbero essere stati arrestati in Cina o in Thailandia. Gui e Lin hanno parlato al telefono con le loro mogli l’ultima volta il 6 novembre: hanno rassicurato i familiari senza specificare dove fossero e cosa stessero facendo.

Non sarebbe la prima volta che dei cittadini di Hong Kong vengono fermati dalle autorità cinesi in collaborazione con quelle tailandesi e birmane. Recentemente un membro del Partito democratico cinese, Dong Guangping, di Hong Kong, è stato arrestato mentre stava aspettando che la sua richiesta di asilo politico fosse esaminata ed è stato accusato di avere il passaporto scaduto. A ottobre Bao Zhuoxuan, il figlio dell’avvocato per i diritti umani Wang Yu, in carcere in Cina, è stato trattenuto vicino al confine tra Birmania e Cina mentre cercava di raggiungere gli Stati Uniti.

Internazionale,10/11/2015

English article, The Guardian:

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