Sciopero della fame per il Tibet a New York

Il nostro amico Piero Verni è arrivato il giorno 9 marzo a New York per seguire da vicino lo sciopero della fame organizzato di fronte il Palazzo di Vetro dell’ONU dal Tibetan Youth Congress.

Queste le sue parole:

Mi sembra un evento di estrema importanza, un’azione politica forte e determinata con cui il mondo dell’esilio tibetano intende esprimere la sua concreta e visibile solidarietà alla resistenza  in Tibet e ai bagliori terribili ed eroici delle torce umane che continuano ad accendersi sul Tetto del Mondo. Mia intenzione è di tenere sul mio blog (www.freetibet.eu) un diario di questo sciopero della fame non solo per dare notizie aggiornate e in tempo reale di cosa succede qui ma soprattutto per offrire a quanti (tibetani e non) in Italia sostengono la la causa del Tibet. Uno spazio comune di riflessione, confronto e dialogo.

Clicca qui per il contributo video dello sciopero (17° giorno). Durante la giornata anche Richard Gere (famoso attore cinematografico e attivista pro Tibet) ha voluto esprimere la sua vicinanza nei confronti del popolo tibetano con queste parole: “Siamo qui per i nostri fratelli e sorelle in Tibet e anche per i nostri fratelli e sorelle in Cina stessa che hanno pure molti problemi. Penso che sia molto importante essere qui davanti alle Nazioni Unite, questa organizzazione ebbe inizio per dare voce a tutti i popoli del mondo…… Cosicchè ogni popolo del mondo avesse un luogo dove andare e far sentire la propria voce soprattutto per i problemi riguardanti la tutela dei diritti umani, i diritti per la libera espressione e tutte le questioni che sono chiaramente articolati nella dichiarazione Universale dell’Uomo, controfirmata anche dalla Cina. La Cina infatti è un membro delle Nazioni Unite. Per questo i problemi che affliggono i Tibetani all’interno del Tibet sono molto importanti per noi. E per tutto il mondo. Questi tre uomini corraggiosi sono qui ormai al 17esimo giorno di digiuno in solidarietà alle manifestazioni per il Tibet. Ora siamo arrivati alla 25esima autoimmolazione, questo numero così alto indica chiaramente il livello di esasperazione a cui sono giunti i Tibetani… Ma anche la loro forte determinazione a non esercitare la violenza su altre persone ma solo su loro stessi. Essi si rendono conto che i cinesi stessi hanno e stanno ancora passando tempi orrendi sotto il regime comunista da più di sessant’anni. Purtroppo qui la Cina ha il diritto di veto su qualsiasi cosa venga fatta. Hanno bloccato ogni misura per aiutare il popolo Siriano e naturalmente si oppongono a qualsiasi azione che vada incontro ai Tibetani. Rendono molto difficile la vita per i Tibetani in Nepal e altrove. È molto facile aderire e provare simpatia per il movimento tibetano perchè la sua essenza è l’amore , la compassione e il perdono, qualcosa in cui tutti gli uomini si possono riconoscere e per questo faccio appello a tutti gli abitanti del mondo di partecipare alla sofferenza dei tibetani e a sostenere la loro aspirazione alla libertà, alla possibilità di sviluppare la loro cultura basata sul Buddhismo… E per questo sono molto felice di essere qua, grazie…

Clicca qui per il contributo video dello sciopero (19° giorno).

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Leggi anche l’articolo pubblicato su Il Riformista il 16 marzo 2012.

Clicca qui per il contributo video dello sciopero (24° giorno).

Clicca qui per il contributo video dello sciopero (25° giorno).

Piero Verni

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