Salvare il popolo e non le banche

Solzenicyn dichiarò varie volte che il regime sovietico si reggeva solamente grazie all’aiuto tecnologico e finanziario dell’Occidente. Nel suo libro “Vodka Cola” il famoso sindacalista americano Charles Levinson denunciò come, sin dagli anni Venti del secolo scorso, le banche americane ed europee collaboravano con il regime sovietico per produrre nei gulag e vendere in Occidente.Lo stesso vale per la Cina capital-comunista di oggi. Milioni e milioni di uomini, donne e bambini sono sottoposti al lavoro forzato nei laogai (i quasi 1500 campi di concentramento cinesi, attualmente operativi, vedi www.laogai.it) o sfruttati nelle imprese-lager (le migliaia di fabbriche dove i lavoratori sono costretti a ritmi massacranti fino a 18 ore al giorno), a vantaggio economico delle banche, delle multinazionali e del regime comunista cinese. Ciò non è solamente immorale, ma è anche molto dannoso alla nostra economia perchè causa disoccupazione e bancarotta di imprese in Occidente, soprattutto nel contesto dell’attuale crisi economica. Non è certamente una mera coincidenza che i grandi media come il Corriere, Repubblica e la Stampa, legati ai poteri forti, non scrivono mai riguardo ai laogai.  Pertanto, tutti coloro che hanno a cuore i principi di libertà e di rispetto dei diritti umani non possono che esultare quando dei politici agiscono negli interessi del popolo contro lo strapotere della finanza e delle banche. Da tempo il nostro bravo Ministro Tremonti ha preso misure contro i banchieri ed ha criticato l’operato dei gruppi bancari internazionali, nel contesto dell’attuale crisi economica.  Recentemente, al Meeting di Rimini, si è espresso, senza mezze misure, contro gli “economisti-maghi”  ed ha sottolineato che bisogna “salvare il popolo, non le banche!”.  In un’intervista del 12 settembre alla Reuters, il Ministro ha anche, giustamente, osservato che “L’anno scorso siamo andati molto vicini a una rottura di sistema, non solo abbiamo rischiato la caduta delle borse ma la rottura di meccanismi finanziari che avrebbero potuto determinare effetti uguali a una guerra anche se non combattuta. Siamo usciti con principi di un nuovo ordine mondiale. E’ iniziato il disegno di una diversa tabula mundi”. Viviamo quindi un importante momento storico dove sussiste una reale opportunità di cambiare il sistema bancario mondiale,  nell’interesse di tutti i popoli della terra.
Ron Paul, membro del Congresso ed ex-candidato alla presidenza USA, ha recentemente presentato un progetto di legge: il testo HR 1207 che impone al Comptroller General (Ragioniere dello Stato) di revisionare i libri della Federal Reserve (Fed), la Banca Centrale USA, istituzione di proprietà privata (come quasi tutte le banche centrali, oggi). L’ultima notizia è che 282 membri del Congresso hanno già aderito come co-sponsors al HR 1207, il “Federal Reserve  Transparency Act del 2009”.  Questo sarebbe il più importante disegno di legge della storia americana che, non permettendo più alle banche di lucrare in modo spaventoso sulla creazione del denaro dal nulla, promuoverebbe certamente la ripresa economica e finanziaria. Quando il Congresso vedrà che cosa il Fed ha fatto potrebbe semplicemente abolirlo, adottando quindi l’unica vera soluzione. Come Ron Paul dice, “il Congresso dovrebbe ristabilire la sua autorità costituzionale sulla politica monetaria”. La Costituzione dà al Congresso, e non al privato Fed, “l’autorità di coniare la moneta e di regolare il suo valore” e “Il Fed ha presieduto alla quasi totale distruzione del dollaro, che ha perso dal 1913 oltre il 95% del suo potere d’acquisto, aiutato e spalleggiato dalla politica di denaro facile del Fed stesso”. Quindi anche Ron Paul, liberale e fedele alla scuola austriaca di Hayek, partendo da presupposti contrari a Tremonti, che richiede, invece,  la supremazia della politica sulla finanza, conferma la necessità di un maggior controllo del sistema bancario.
È indubbiamente l’attuale sistema bancario che ha causato guasti così profondi al mondo dell’economia ed alle tasche dei cittadini e sussiste un rischio reale che lo stesso possa uscire dalla crisi tornando tranquillamente a fare quello che faceva prima. Il non cambiare se non marginalmente le regole porterà alla probabile conseguenza che le banche ci trascineranno verso una nuova e potenzialmente più grave crisi entro poco tempo. Infatti, le banche continuano a pagare i propri funzionari con salari e bonus da capogiro. Così negli uffici della Goldman Sachs è stato detto ai managers di aspettarsi uno degli anni di maggiore redditività nella storia della società (già 2 miliardi di dollari di profitti da marzo a giugno 2009). Anche la Barclays sta distribuendo bonus per centinaia di milioni di sterline ai propri funzionari e Peter Brabeck, il presidente della multinazionale Nestlè, minaccia di lasciare la Svizzera a causa del tetto ai compensi dei manager che la Confederazione Elvetica vorrebbe (giustamente) adottare.Il denaro è la linfa vitale di ogni sistema economico. È semplicemente assurdo che siano le banche, di proprietà privata come la Banca d’Italia, a governare sulla politica e sui governi. Il sistema bancario va controllato e diretto dai governi eletti dai cittadini. Per esempio, che fine hanno fatto i 450 miliardi di euro recentemente distribuiti al settore bancario della zona euro, che sarebbero utilissimi alle piccole e medie imprese europee e che sono, invece, spariti nei meandri delle banche nazionali ?

Incoraggiamo quindi tutti i nostri politici a sostenere il Ministro Giulio Tremonti allo scopo di attuare un effettivo controllo del sistema bancario da parte del Governo ed al fine di realmente “salvare il popolo e non le banche”.

Toni Brandi

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