Sacerdoti ufficiali e sotterranei in Cina si interrogano sulla lettera del card. Bertone

Il documento del segretario di Stato vaticano è “incoraggiante”. Sacerdoti sotterranei e suore hanno iniziato a studiare in gruppo la lettera. Altri sperano che il Vaticano dia indicazioni più precise. Un giovane vescovo: “Anche noi abbiamo bisogno di essere formati”. Fra i problemi: sacerdoti troppo distratti da internet e la mancanza di educatori nei seminari.

La Lettera del card. Bertone ai sacerdoti cinesi, pubblicata ieri, è stata ricevuta e letta con attenzione. Vescovi e preti della Cina sono convinti che la formazione e la crescita spirituale dei sacerdoti deve essere la prima preoccupazione della Chiesa.

In occasione dell’Anno sacerdotale, il segretario di Stato vaticano, ha diffuso ieri una Lettera indirizzata a tutti i sacerdoti della Cina, ufficiali e sotterranei, invitandoli alla riconciliazione ed esortandoli a vivere la loro vocazione.

Secondo fonti di AsiaNews, molte comunità sotterranee hanno deciso di organizzare incontri per sacerdoti e per suore per uno studio approfondito della lettera, che essi trovano incoraggiante ad approfondire la loro fede e la loro vita spirituale, soprattutto in questo Anno sacerdotale.

Alcuni preti affermano che la lettera ha messo in luce i temi cruciali che i sacerdoti in Cina devono affrontare oggi. Allo stesso tempo, essi sperano che il Vaticano possa dare anche delle indicazioni concrete sul modo in cui risolvere tali difficoltà.

Un vescovo 40enne, che vuole mantenere l’anonimato, confida ad AsiaNews che molti sacerdoti mancano di formazione spirituale, di educazione nella liturgia e di amministrazione nella parrocchia. “Alcuni – egli dice – sono sempre indaffarati al computer con internet e si sottraggono ad offrire formazione spirituale per i laici”. “Anche noi, aggiunge, come vescovi giovani, abbiamo bisogno di formazione e addestramento, ma non riceviamo molto sostegno”.

P. Chen Xiaofeng è decano agli studi del seminario di Shijiazhuang (Hebei). Dopo aver letto la lettera, afferma: “La Chiesa in Cina necessita soprattutto di dialogo e comunicazione, sia fra persone con opinioni diverse, sia fra la Chiesa e il governo. Il rispetto reciproco delle opinioni è importante”.

A proposito della vita spirituale, p. Chen fa notare che l’insufficiente formazione fra i sacerdoti porta questi ad agire in modo non appropriato alla loro identità sacerdotale. Anche se e in Cina il numero delle vocazioni tende a diminuire, la Chiesa non deve abbassare gli standard nell’accettare candidati al sacerdozio. Per questo – egli dice – c’è bisogno di profondo discernimento vocazionale.

Secondo p. Chen, la formazione attualmente offerta ai sacerdoti è insufficiente:“Senza questa formazione – afferma – i sacerdoti non hanno energia per vivere la vita consacrata e per servire la Chiesa”. Eucaristia, la Parola, la riconciliazione – suggerite nella Lettera del card. Bertone – sono “la fonte della vita”, ciò che permette le virtù sacerdotali.

I preti, secondo p. Chen, hanno bisogno anche di maggior preparazione teologica e umana. Per questo – egli continua – nei seminari è importante la presenza di un’équipe di formatori.

P. Chen, egli stesso educatore in seminario, riafferma l’importanza dei seminari per l’educazione dei futuri preti, ma fa notare che i vescovi spesso sono troppo impegnati negli affari amministrativi della Chiesa. Ad ogni modo egli è convinto che la Chiesa in Cina saprà compiere questo scopo.

Secondo l’Holy Spirit Study Centre di Hong Kong, nella Chiesa cinese vi sono circa 3 mila sacerdoti a servizio delle comunità ufficiali e sotterranee.

Fonte: AsiaNews, 17 novembre 2009

Leggi anche l’articolo di Sandro Magister
Cina. Il voltafaccia di un vescovo riaccende la disputa tra Bertone e Zen

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