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Russia: prossima superpotenza mondiale?

Si e’ tenuta ieri mattina presso l’Universita’ di Roma Tre, con il patrocinio del comune di Roma e l’organizzazione dell’ associazione ” Il Bersaglio”, la conferenza “Eurorussia o Cinamerica: prospettive di pace e sviluppo, in un mondo in crisi di risorse e di valori” sui temi piu’ attuali della geopolitica mondiale. Il punto di vista della Russia e’ stato illustrato ai giovani universitari romani dal generale Leonid Ivachov (ex comandante dello stato maggiore dell’ Armata Rossa e attuale vicepresidente dell’Accademia di studi strategici del Cremlino).

NE RESTERA’ UNO SOLO – A detta dello studioso russo, il mondo viaggia verso un dominio “monopolare”, cioe’ si sta passando da una situazione di blocchi contrapposti, in cui si confrontavano due superpotenze planetarie come Usa ed Unione Sovietica, ad un nuovo assetto in cui sara’ una sola nazione a prevalere sulle altre e a dettare le condizioni per lo sviluppo economico e sociale degli anni a venire. Al ruolo di leader planetario , oggi, si candidano con forza nazioni che fino a qualche anno fa erano considerate “in via di sviluppo” come la Cina e l’India e passi da gigante si stanno compiendo anche da parte della federazione degli Stati Arabi .

CRISI PROFONDA – La creazione della Banca Araba, ad esempio, e’ il tentativo in embrione operato dai paesi arabi di giungere ad un nuovo modello associativo che preconizza un nuovo assetto diplomatico , industriale e anche militare, di cui i paesi europei dovranno tener conto loro malgrado. L’Occidente nel suo complesso e’ visto in grande difficolta’ poiche’ non riesce ad esprimersi con una voce unitaria in quanto l’Europa deve fare i conti con una “sovranita’ limitata”, impostale alla fine della seconda guerra mondiale dalla colonizzazione dettata dall’imperialismo statunitense, e il modello americano e’ in una crisi profonda poiche’ privo di solide radici spirituali che fungano da collante sociale e al collasso finanziario.

TUTTI CONTRO LA RUSSIA – In questo contesto, la Russia di Putin punta a rafforzare i suoi rapporti con gli stati europei valorizzando proprio le comuni radici cristiane e la comunione di valori tra la millenaria civilta’ russa e i popoli dell’Europa. L’Italia, a detta di Ivachov, e’ attualmente la “testa di ponte” per la creazione di un nuovo asse Euro-Russo che possa reggere il confronto con le agguerrite potenze asiatiche e salvaguardare le nostre civilta’ dal prevalere delle civilta’ orientali ma, ovviamente, il rafforzamento di questa nuova area geopolitica incontra la tenace opposizione da parte dell’amministrazione Usa, che non fa mistero di voler sabotare questo processo affidandosi a meccanismi di ricatto finanziario ( la guerra tra euro e dollaro non e’ un caso) , alla creazione di stati fantoccio ai confini della federazione russa ( sponsorizzando strampalate rivoluzioni democratiche come quella “Arancione” dell’Ucraina o quella “verde” dell’Iran ) e ricorrendo anche ad una gestione spregiudicata di gruppi terroristici , finanziati e coadiuvati al fine di minare all’interno la crescita della nuova Russia.

NOI E LORO – Putin, dopo le scelte scellerate di Eltzin (che ha svenduto il patrimonio di risorse russe a pochi e voraci oligarchi e ha importato , dopo il crollo dell’Unione Sovietica, le peggiori caratteristiche del modello sociale e culturale del liberalcapitalismo), ha operato una azione di costante e potente risanamento dei conti pubblici, affrancando la Russia dai debiti verso il sistema della plutocrazia internazionale e facendone, di fatto, uno stato libero dai condizionamenti della finanza mondiale. L’Italia ad oggi e’ lo stato europeo che puo’ vantare le piu’ significative collaborazioni con la Russia in ambito energetico, scientifico, culturale, industriale e anche militare (tant’ e’ che nella parata dello scorso 9 maggio, sulla testa di Medvedev e’ volato il primo aereo militare frutto della collaborazione russo-italiana).

UN COMPLOTTO – Le affinita’ non finiscono qui ma si spingono alla riscoperta di quelle comune radici religiose e spirituarussia Russia: prossima superpotenza mondiale li che sono alla base della nostra identita’ di popolo e che i russi , grazie anche ad una prodigiosa opera di sostegno alla chiesa ortodossa, stanno pian piano riscoprendo dopo 70 anni di vuoto assoluto, dettato dalla marcia verso il nulla cui il comunismo ha costretto artificialmente il popolo russo. Ivachov non ha fatto mistero del nuovo clima di vicinanza che si respira tra la chiesa ortodossa e il Vaticano guidato da Papa Ratzinger che , in precedenza, era ingessato dalla vocazione “atlantista” del papa polacco. Anche l’attacco virulento al governo italiano e alla figura di Berlusconi ( vista la sua estrema consonanza con Putin) e’ visto come un piano orchestrato a tavolino dagli apparati statunitensi e inglesi con il fine di spezzare la partnership russo-italiana.

AD ORIENTE E AD OCCIDENTE – Certo, quello disegnato dal generale russo ( ex KGB, tra l’altro), e’ uno scenario inquietante che, almeno in parte, spiega un sessantennio di misteri italiani, di bombe, stragi, strategia della tensione e terrorismo. Chiarisce molti coni d’ombra e ci da le chiavi per leggere meglio i pensieri di “menti raffinatissime” che hanno condizionato la storia del nostro paese. La Russia di oggi vuole porsi come baluardo della civilta’ europea ma c’e’ da chiedersi se lo fa per un nuovo , rifiorito, amore verso le comune origini culturali e spirituali, oppure e’ mossa dal desiderio strategico di chiudere “il fronte occidentale”( con una “pax europea”) per potersi meglio concentrare nella lotta sul “fronte orientale”, visto che soprattutto la Cina preme alle sue frontiere con una fortissima pressione demografica e con la scarsita’ di risorse dei suoi territori .

NON E’ LA ROSA NON E’ IL TULIPANO – A rafforzare i nostri interrogativi c’e’ anche l’immobilismo e il silenzio con cui la Russia lascio’ dilaniare la Serbia (rendendo possibile un abominio come e’ stata la creazione della repubblica del Kosovo) e l’attuale comportamento ambiguo nei confronti di un Iran che e’ lasciato solo a respingere i tentativi delle “democrazie occidentali” di sovvertire il dato scaturito dalla prima grande rivoluzione islamica della storia. Sgomento, invece, si e’ avuto tra gli studenti quando il generale ha snocciolato i risultati della presenza delle forze statunitensi in Afghanistan : la produzione di droga in quasi 10 anni si e’ moltiplicata per circa 13 volte e , poiche’ oltre il 30% di essa arriva in Russia, Putin ha proposto di cancellare tutti i campi di papavero in modo sistematico ma gli Usa si sono opposti a questa risoluzione sostenendo che i contadini afghani non avrebbero avuto mezzi per sopravvivere. Insomma, sembra proprio che il narcodollaro ( secondo solo al petroldollaro) sia indispensabile per pagare le spese dell’ennesima guerra imperialista degli americani. Dasvidania, tovarish !

Giovanni Palombo

Fonte: Giornalettismo, 16 maggio 2010