ROMA-CINA,Padre Cervellera: “Mancano risposte dalla Cina ma il dibattito è aperto”

Roma – La mano tesa di papa Francesco alla Cina va inquadrata in una “fase di continuità” per cui la Chiesa “è pronta, e non da oggi, a offrire tutta la sua fede e carità per la riconciliazione” con un Paese con il quale i rapporti erano in alto mare. E’ la chiave di lettura che padre Bernardo Cervellera, missionario del Pime e responsabile di Asianews, offre all’apertura di papa Francesco alla Cina.

Nella foto il Papa a Seoul

Nel dibattito sulla mano tesa alla Cina, c’è chi non ha mancato di vedere in Bergoglio un interlocutore opportuno. “C’è chi dice che papa Francesco, venendo da un Paese sudamericano, potrebbe essere visto da non occidentale, come colui che non rappresenta il potere occidentale ma è anche vero – dice all’Adnkronos il sacerdote esperto di politica internazionale – che Giovanni Paolo II si schierò contro il conflitto in Iraq. La verità è che qui vediamo un nuovo capitolo di mano tesa nella continuità da parte della Chiesa ma non vediamo ancora risposte dalla Cina”.
Il Papa, nel viaggio di andata in Corea aveva inviato un telegramma al presidente Xi Jinping. La prima volta che accadeva con le autorità di Pechino, ma quel telegramma il 14 agosto scorso non era arrivato a destinazione tanto che l’ambasciata cinese a Roma aveva contattato la Segreteria di Stato vaticana chiedendo il testo. “Il che – fa notare padre Cervellera – dimostra tutto l’impaccio da parte di Pechino. Del resto va considerato che una risposta positiva creerebbe resistenze da parte della frangia che vuole il potere assoluto del partito, ma ricordiamoci che la Chiesa fiorisce anche nelle piccole crepe”.

Peraltro, annota ancora il missionario del Pime, “quello che vedo dalla Cina è che nei confronti della Chiesa cattolica c’è un dibattito molto aperto che vedrebbe bene il contributo dei cattolici”. Una posizione che comunque deve fare i conti con quelle “frange della leadeship cinese che non accettano ci siano comunità che esercitino al di là del potere del partito”. La mano alla Cina è tesa e se intanto a piccoli passi venissero offerti da parte della Cina “aiuti fraterni, forme di collaborazione non sarebbe positivo solo per il Paese ma per la Chiesa universale”, conclude padre Bernardo Cervellera.

Adnkronos News,18/08/2014

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