Roberto Menia: “La Cina è troppo vicina, serve una difesa della piccola e media impresa italiana dalla concorrenza sleale”

La Cina è vicina. Forse troppo. E a valle della visita in Cina del Presidente della Repubblica, accompagnato da un abbronzatissimo Francesco Rutelli, il vicesegretario del Movimento Nazionale per la Sovranità Roberto Menia ha qualche domanda a voce alta da condividere con l’opinione pubblica italiana. “Pechino crede nell’Italia (prodotti e scambi).

Ma quanto il governo dell’Italia crede in se stesso e nelle sue imprese? Sovranità è soprattutto non farci invadere dalla biancheria cinese”. Per Menia infatti “il problema non è tanto se si faranno o meno accordi e grandi scambi, ma quanto il nostro Paese tiene davvero alle proprie pmi e al tessuto del commercio, oltre che alla concorrenza leale che, ad esempio a Prato, non c’è stata: lì il tessile è stato spazzato via dai negozietti cinesi, così come nel basso Salento. Senza dimenticare la piccola distribuzione a Milano e Roma, dove interi quartieri sono stati colonizzati da gruppi di cinesi che, tra l’altro, acquistano immobili in contanti nel silenzio torbido della politica. Chi tutela il lavoro del commercio nostrano? Chi provvede ad una seria normativa che impedisca la concorrenza sleale di chi produce con un bassissimo costo del lavoro e grazie a manodopera poco chiara?”.

E conclude: “Il Movimento Nazionale per la Sovranità sta conducendo una battaglia seria perché la contingenza già complessa dell’Italia non venga aggravata da decisioni miopi e figlie della volontà del governo di soddisfare i grandi gruppi, divenuti ormai colonizzatori dello Stivale, di cui ne stanno svilendo professionalità e aspirazioni”.

Il Giornale d’Italia,24 febbraio 2017

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