Rischio incendi sul lungomare: sequestrate lanterne cinesi

Le ormai note lanterne cinesi che hanno illuminato il lungomare napoletano per tutta l’estate sono sotto sequestro. Potrebbero provocare incendi e sono sprovviste, inoltre, di marchio CE e foglio illustrativo, oltre che del marchio d’importazione. Il dibattito sulla possibilità di vietare la vendita delle lanternine cinesi che, da qualche mese ad oggi, siamo soliti vedere soprattutto sul lungomare napoletano, era stato introdotto da Fabio Chiosi, presidente della I Municipalità. Le mongolfiere illuminate importate dalla Cina, chiamate Kongming, potrebbero provocare incendi e i ristoratori di via Caracciolo sono in rivolta: non è raro che le lanternine cadano proprio sui tavoli dei bar, o sulle barche del molo. In seguito alla presentazione dell’esposto da parte dei gestori del Molo Luise, sito in via Caracciolo, gli agenti dell’Unità Operativa Chiaia hanno avviato controlli proprio sul lungomare, luogo affollato di coppie dedite al lancio delle famose lanterne di cartapesta che, spinte dal fuoco, volavano sul lungomare prima di finire su terrazzi, balconi, tavoli e barche. Acquistate per due o tre euro da venditori cinesi che assediavano, soprattutto nel weekend, il lungomare, le mongolfiere venivano lanciate in aria come pegno d’amore. Il gesto romantico, tuttavia, non veniva accolto positivamente da quanti erano costretti a rimuovere le lanterne dai balconi, terrazzi o barche. Spinte dal fuoco, non era raro che le lanterne cadessero ancora accese, per cui il rischio di provocare incendi è ritenuto alto. Le indagini hanno portato a diversi controlli: finora sono quasi 900 le lanterne cinesi sequestrate. I venditori di strada erano soliti acquistare a loro volta le Kongming presso alcuni negozi di via Brin. In seguito alle prime indagini e alla perlustrazione del locale, i carabinieri hanno sequestrato altri 500 articoli privi di qualsiasi marchio di sicurezza e d’importazione. Nonostante l’exploit estivo, la lanterna Kongming è simbolo millenario della cultura cinese e il suo uso è permesso solo se gli articoli sono provvisti di un marchio che testimoni l’uso di materiali sicuri per la  realizzazione.

Fonte: Vesuvius, 4 settembre 2011

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