Riscaldamento globale o congelamento globale: il ghiaccio si sta davvero sciogliendo?

Pubblichiamo questo articolo che presenta un’altra opinione riguardo al tanto temuto “riscaldamento globale” perchè crediamo che il metodo migliore per i poteri forti di mantenere il controllo sui popoli sia quello di incutere terrore e paura su minacce e catastrofi reali o “create”. Segue l’articolo di Global Research del 28 settembre 2009.

Il presidente Obama ha appena lanciato alle Nazioni Unite un melodrammatico appello a favore di misure globali per mettere fortemente a freno quella che ha chiamato la ” minaccia del clima “, che è l’eufemismo attuale per quello che più popolarmente è noto come Riscaldamento Globale, quella teoria secondo la quale le emissioni di CO2 prodotte dall’uomo con auto, impianti a carbone ed altre fonti umane, causerebbe un riscaldamento terrestre tale che le calotte polari si starebbero irreversibilmente sciogliendo e minaccerebbero di sommergere un quarto o più della superficie terrestre. C’è una sola cosa che non quadra con lo scenario apocalittico descritto dal Sig. Obama :  scientificamente è completamente errato.

A partire dal 2007, le calotte polari si sono incrementate e non disciolte ed il globo si è raffreddato e non riscaldato.

Come se non bastasse la paura di morire a causa della fittizia Influenza Suina, le storie spaventose sui mezzi di comunicazione di massa allineati quali BBC o CNN che mostrano icebergs in liquefazione sono sufficientemente drammatiche da rendere le nostre notti insonni.

Ban Ki-Moon, Segretario generale dell’ONU, ha anche lanciato un recente appello di fronte ad un torrente di ghiaccio nell’Artico affermando che le emissioni di CO2 prodotte dall’uomo causerebbero la liquefazione di “100 miliardi di tonnellate” di ghiaccio all’anno, e che pertanto in 30 anni l’Artico si sarebbe ritrovato privo di ghiaccio.

Il WWF ha addirittura sostenuto che il ghiaccio dell’Artico si starebbe sciogliendo ad un ritmo tale che in 80 anni il livello dei mari salirebbe  di 1,2 metri, creando “inondazioni che colpiranno un quarto del mondo.”

Cavolo : questo si che fa paura ! Ciao ciao Amburgo, arrivederci New York, addio Amsterdam…

Lo spot acrobatico di Ban Ki-Moon è stato, naturalmente, ben orchestrato : non è stato detto che la sua nave di è dovuta fermare a  1200 km dal Polo Nord a causa dei ghiacci, e neppure è stato detto che l’acrobazia è stata realizzata in estate quando di regola i ghiacci artici si sciolgono, prima che ricominci il congelamento a settembre.

La verità sull’Artico è piuttosto differente : benchè ogni estate si sciolgano un 10 milioni di chilometri quadrati di ghiacci marini, ad ogni settembre l’Artico rincomincia a congelarsi. Attualmente, l’estensione dei ghiacci è di 500.000 km quadrati in più dello stesso mese dell’anno precedente, il settembre 2008, mese nel quale ci sono stati 500.000 km quadrati in più che nel settembre 2007, punto più basso delle recenti registrazioni ( si veda Cryosphere Today, dell’ University of Illinois, http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/ ).

Alla volta del prossimo aprile – dopo mesi di oscurità – tornerà ad estendersi per 14.000.000 di km quadrati, e probabilmente anche di più. Come sottolinea lo scrittore scientifico britannico Christopher Booker : ” anche se si sciogliesse tutto il ghiaccio nel mare, questo non solleverebbe minimamente il livello dei mari, non più di quanto un cubetto di ghiaccio che si scioglie in un gin-tonic aumenti il livello del liquido nel bicchiere. ”

Lucciole per lanterne ?
L’attuale allarmante propaganda sul riscaldamento globale è esaltata da politici e gruppi che ne hanno l’interesse, quali Goldman Sachs ed altri gruppi finanziari di Wall Street che programmano di raccogliere miliardi dagli scambi sulle nuove opzioni finanziarie legate ai bonus per le emissioni. Si stanno impegnando per mettercela tutta e spaventare il mondo e fargli firmare l’accordo al summit sul Riscaldamento Globale programmato a Copenhagen per il prossimo dicembre, summit che fa seguito agli accordi di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di CO2.

Si calcola che la legislazione sul Riscaldamento Globale sostenuta da Barack Obama e dei suoi protettori di Wall Street, approvato dalla Camera dei Rappresentanti ma non dal più conservatore Senato USA, costerebbe ai contribuenti americani un 10 trilioni di dollari [ 10.000.000.000.000,00 US$, ndt ]

Nel Regno Unito, col Primo Ministro Gordon Brown saltato in pieno sul carro del Riscaldamento Globale, la BBC e la Royal Society stanno proponendo progetti selvaggi per una ” ingegneria del clima,” la quale includerebbe il collocare degli specchi nello spazio per respingere i raggi solari, ed il collocamento di alberi artificiali lungo le autostrade atti a risucchiare dall’aria la CO2, CO2 che sarebbe portata altrove e seppellita in buchi nel terreno.

Forse tutto ciò fornirà lavoro per alcune migliaia di sudditi britannici disoccupati a causa delle devastazioni del recente crollo finanziario, ma non produrrà altro che uno spreco di denaro dei contribuenti, già tirati al limite dai salvataggi delle banche. L’intera farsa è stata paragonata al Gulliver di Jonathan Swift dove si incontra un personaggio che cerca di estrarre raggi di sole dai cetrioli.

Un importante studio pubblicato sull’autorevole Journal of Geophysical Research – dell’American Geophysical Union – ed intitolato : ” Influence of the Southern Oscillation on tropospheric temperature ” a cura degli scienziati J. D. McLean e C. R. de Freitas della School of Geography, Geology and Environmental Science, presso l’University of Auckland in New Zealand e da R.M. Carter ( http://www.agu.org/pubs/crossref/2009/2008JD011637.shtml ), conferma che negli ultimi 50 anni, a partire dal 1950, un bell’81% dei cambiamenti del clima tropicale possono essere collegati a quel fenomeno del Pacifico che è noto come El Niño e che per il rimanente 19% si rimanda all’aumentata radiazione solare. Non c’è una sola emissione prodotta dall’uomo che giochi un ruolo nella cosa.

Gli “El Niños” [ El Niño e La Niña, ndt ], – definiti dagli scienziati come El Niños Southern Oscillations o ENSOs,  sono ritenuti essere correlati, secondo climatologi ed astrofisici, alle periodiche eruzioni dell’attività solare.

Il Dott. Theodor Landscheidt del Canada Schroeter Institute for Research in Cycles of Solar Activity, sostiene che ENSO è la “più potente fonte di variabilità naturale nel sistema climatico globale. Durante le pesanti manifestazioni dell’ENSO nel 1982/1983, quando la superficie del mare attorno al Perù si riscaldò di più di 7 gradi centigradi, si scoprì l’esistenza di forti relazioni climatiche con altre regioni quali, ad esempio, inondazioni in California e maggiore siccità in Africa. ”

Aggiunge Landscheidt : ” El Niño e La Niña sono soggetti alla forza esterna costituita dal variare dell’attività solare a tal punto che essa spiega quasi tutte le irregolarità degli ENSO e rende possibili previsioni distanti oltre un anno. Questa non è teoria : le mie previsioni sugli ultimi due El Niños sono risultate corrette e quella relativa al più recente, era stata fatta oltre due anni prima dell’evento… ” (Solar Activity Controls El Niño and La Niña, in http://www.john-daly.com/sun-enso/sun-enso.htm)

Perfino James Hansen, uno dei suddetti assertori dell’idea del Riscaldamento Globale, ammette : “Le forze che guidano il cambiamento climatico di lungo periodo non sono note con una accuratezza sufficiente ad indicare un futuro cambiamento climatico… La forza naturale determinata dai cambiamenti dell’attività solare può giocare un ruolo più significativo nel cambiamento climatico di lungo periodo di quanto dedotto dai confronti con i soli modelli di circolazione generale. ”

Gli El Niños sono collegati con le inondazioni, le siccità e con altri calamità climatiche in molte aree del mondo. Nell’Oceano Atlantico, i loro effetti arrivano con un intervallo di 12 – 18 mesi da quelli del Pacifico. Tendono a verificarsi in intervalli da 3 ad 8 anni. La Niñas sono le fasi associate di raffreddamento nei cicli dell’Oceano Pacifico.

Secondo la US National Oceans and Atmospheric Administration, nel Nord America, El Niño determina inverni più tiepidi della media negli Stati del Midwest e del Nordest. La California ed il sudovest degli USA diventano significativamente più piovosi mentre gli Stati a nord del Golfo del Messico ed il nordest del Messico sono più umidi e freschi della media durante la fase El Niño di variazione climatica. In Asia ed in zone dell’Australia, El Niño determina condizioni più asciutte ed aumenta gli incendi boschivi.

Questo suona decisamente simile a quello che il coro terrorizzante del Riscaldamento Globale afferma essere l’effetto delle emissioni di CO2 prodotte dall’uomo, o, come lo chiamano ora furbescamente : “cambiamento climatico.”

Era più caldo 1000 anni fa ?
Una nuova ricerca condotta in Svezia ( in pubblicazione da Haakan Grudd dell’University of Stockholm’s Department of Physical Geography and Quaternary Geology  ), conferma che l’artico oggi non è più caldo che in precedenti periodi storici di centinaia di anni prima degli impianti a carbone e delle automobili.

Lo studio di Grudd conclude che : ” La fine del ventesimo secolo non registra temperature eccezionali : in un ordine di grandezza temporale da decadi a secoli, sono stati ugualmente caldi – od ancora di più – periodi attorno al 750, 1000, 1400 e 1750.  Il periodo caldo lungo 200 anni attorno all’anno 1000 era molto più caldo che non la fine del ventesimo secolo, ed è confermato da altri dati paleoclimatici locali e regionali. ” (H. Grudd, Torneträsk tree-ring width and density ad 500–2004: a test of climatic sensitivity and a new 1500-year reconstruction of north Fennoscandian summers, Climate Dynamics, Volume 31, Numbers 7-8 / December, 2008, in http://www.springerlink.com/content/ )

Per metterla giù semplice, mille anni fa la terra era più calda di oggi e non c’è traccia che all’epoca esistessero SUV od impianti a carbone che sputassero CO2 nell’atmosfera di quei tempi.

L’unico difetto che hanno queste ricerche scientifiche è che i mezzi di comunicazione di massa allineati semplicemente le ignorano, preferendo loro gli scenari paurosi descritti nelle storie tipo quelle raccontate da Barack Obama nel suo discorso all’ONU o di Ban Ki-Moon nel suo coreografico show all’Artico.

Curiosamente, nessuno dei sostenitori del Riscaldamento Globale di cui io sappia, ha cercato di correlare l’attività degli ENSO con i cambiamenti globali della temperatura. Dovremmo forse proporre di mettere fuori legge gli El Niños o di proibire le eruzioni solari ? La cosa ha lo stesso senso del bandire o del limitare le emissioni di CO2.

Se il Riscaldamento Globale è la nuova religione, dovremmo essere consapevoli che i suoi sommi sacerdoti sono quegli stessi Dei del Denaro che pochi anni fa ci hanno propinato la religione del Picco del Petrolio e quel crollo finanziario da trilioni di dollari che è noto come ‘messa in sicurezza dei portafogli’.

La realtà è che il Riscaldamento Globale, come Il Picco del Petrolio ed altri incubi – non è che l’ennesima azione dei poteri forti per indurre il mondo a pregarli di rimanere al timone degli eventi di questo pianeta. E’ un velato tentativo di sfruttare il clima per proporre una nuova riduzione Malthusiana degli standards di vita per la maggioranza degli esseri viventi, mentre una piccola elite si ritroverà con ancor più potere.

F. William Engdahl

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