I ribelli del Myanmar finanziati dalla Cina

In Myanmar i gruppi etnici minoritari hanno proprie milizie di difesa, che spesso si contrappongono all’esercito del governo centrale. Vaste zone del paese sono perciò frequentemente in preda alla guerra civile, il che ostacola lo sviluppo economico e in particolare la costruzione di infrastrutture di comunicazione e di trasporto che interessano soprattutto alla Cina per aprire un corridoio di trasporti direttamente fra il sud-ovest della Cina e l’Oceano Indiano.

Recentemente è in piena ribellione la minoranza cinese del nord del Myanmar, ma la cosa più sorprendente è che la Cina sta permettendo la raccolta pubblica di denaro per sostenere la ribellione, segno che il governo cinese ha deciso di assumere un atteggiamento di intervento diretto negli affari interni del Myanmar. Questo non potrà che accrescere i timori degli altri paesi del Sud Est Asiatico nei confronti dell’espansionismo cinese.

La zona di frontiera orientale del Myanmar con la Cina, il Laos e la Tailandia costituisce il tristemente famoso ‘triangolo d’oro’, dedito alla produzione e al contrabbando di droga. È una zona montuosa, abitata da alcune antiche minoranze. Si tratta di confini talora non nettamente delimitati sul terreno, poco abitati e tradizionalmente poco sorvegliati (mappa sotto).

per-corpo-articolo-regione-di-frontiera-myanmar_532d9002f3604

Questa zona è divenuta luogo di radicamento e di rifugio di movimenti armati di resistenza etnica e politica, che si sono alleati con i locali signori della droga. I più notevoli sono l’esercito dello stato Shan, l’esercito del Partito Comunista di Burma, e le milizie dei signori della droga Lo Hsing Han and Khun Sa, oltre alle milizie etniche evidenziate sulla mappa a lato. Queste milizie sono spesso in lotta fra di loro, oltre che con lo stato centrale, e per rafforzare le proprie posizioni hanno stretto alleanze con altre forze al di là dei confini del Myanmar, in Cina, Laos e Tailandia.

Il governo centrale del Myanmar cerca ora di consolidare la propria autorità in questa regione, anche attraverso un processo di riconciliazione nazionale. In questo processo può giocare un ruolo importante Pechino, perché i Cinesi hanno rapporti di lunga data con i gruppi etnici di confine.

Il governo cinese ha promesso in precedenza di non interferire nei conflitti etnici radicati del Myanmar, anche se ha trattato i negoziati tra i vari gruppi di ribelli etnici e il governo centrale. Il portavoce del governo del Myanmar ha  già accusato Pechino di mostrare favoritismi ai ribelli etnici in questi colloqui.

Durante i decenni di governo militare, la Cina è stata il principale partner economico e politico del Myanmar. Tuttavia, con la recente liberalizzazione e la revoca di sanzioni economiche, il Myanmar è sempre più protesa verso gli Stati Uniti e l’India.

Per la Cina il Myanmar è strategicamente importante come corridoio per raggiungere l’Oceano Indiano e aprire vie di approvvigionamento e di esportazione alternative a quelle che passano nel Mar Cinese (vedasi mappa). Strade, porti, gasdotti e oleodotti sono in costruzione fra Cina e Myanmar, per riattivare una via di trasporto e di comunicazione che fu già per secoli un’importante arteria dell’antica Via della Seta.

Caratteri Liberi, Geopolitical Futures,29/11/2016

English article, Geopolitical Future: Funding the Rebels in Myanmar

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.