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Riappare in pubblico Xi Jinping ma sui motivi della scomparsa resta il giallo

E’ ricomparso in pubblico, dopo due settimane di assenza e una girandola di voci sul suo destino, il vicepresidente cinese – e futuro presidente designato – Xi Jinping. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua, Xi Jinping ha visitato la China Agricultural University di Pechino in occasione di una ricorrenza accademica: le foto diffuse dall’agenzia mostrano il leader sorridente e in buona salute, almeno in apparenza. Il 5 settembre scorso il vicepresidente aveva annullato alcuni incontri diplomatici di alto profilo con il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton, con il primo ministro di Singapore Lee Hsien Hong e con una delegazione russa. Cinque giorni dopo, nuovo vertice cancellato, stavolta con la premier danese Helle Thorning-Schmidt. La lunga assenza e il silenzio del governo e della stampa ufficiale avevano generato sui social network cinesi e sui media stranieri una valanga di voci in merito alla sorte del leader: negli ultimi giorni si era ipotizzato che Xi Jinping fosse stato vittima di un violento mal di schiena, di un infarto, di un cancro al fegato, o addirittura di un attentato, alimentando ipotesi e speculazioni su una possibile crisi ai vertici del governo di Pechino. Anche perché la scomparsa è avvenuta a breve distanza dal caso di Gu Kailai , la moglie del potentissimo ex leader Bo Xilai, giudicata colpevole dell’omicidio dell’uomo d’affari britannico Neil Heywood, e di una serie di altri scandali che nell’ultimo anno hanno caratterizzato la vita politica cinese. Da sempre il regime mantiene il riserbo più assoluto sui meccanismi di decisione politica e perfino sullo stato di salute dei leader, ma negli ultimi mesi questa scarsa trasparenza ha fatto sprofondare Pechino in un clima di sospetto e paranoia: nel giro di qualche settimana il Partito comunista si dovrà riunire per il Diciottesimo Congresso della sua storia, nel corso del quale indicherà la nuova leadership alla guida della superpotenza per i prossimi dieci anni.

Fonte: Repubblica.it, 15 settembre 2012