Reggie Littlejohn nominata nella “Top 10 People of 2013”

Reggie Littlejohn, conosciuta per il suo lavoro contro gli aborti forzati e la discriminazione sessuale in Cina, è stata nominata nella “Top 10 del 2013” dalla rivista “Inside the Vatican”, per i suoi eroici sforzi nell’aiutare le donne.

“Questo premio è stato un’emozione improvvisa e totale per me. Non sapevo nemmeno di essere stata presa in considerazione”, ha dichiarato Littlejohn alla CNA in un’intervista del 5 Febbraio, aggiungendo: “E’ incredibile vedere la mia foto in copertina con i due Papi, circondata dagli altri della ‘Top Ten’, provenienti da tutto il mondo, e che sembrano molto più eroici di me!”.

Littlejohn è la fondatrice e presidente di “Diritti delle Donne Senza Frontiere”, una coalizione internazionale volta ad esporre l’aborto forzato, la discriminazione sessuale, e la schiavitù sessuale in Cina.

Oltre alla sua difesa per le donne cinesi, Littlejohn ha condotto un lavoro internazionale per la liberazione dell’attivista cinese Chen Guangcheng, che è arrivato negli Stati Uniti nel maggio 2012.

Rispondendo alla dichiarazione dell’organizzazione della sua “straordinaria testimonianza e delle azioni eroiche in difesa dei non nati”, Littlejohn ha sottolineato che “i veri eroi sono le donne che in Cina tentano di sfuggire agli aborti forzati, o che si rifiutano di abortire i loro bambini solo perché di sesso femminile”.

“E’ in nome di queste eroiche donne che io accetto questo premio”, ha dichiarato, ripetendo che sono loro “le eroine di questa battaglia contro il controllo coercitivo della popolazione in Cina”.

A nome della sua organizzazione, Littlejohn ha dichiarato che: “siamo molto grati a ‘Inside the Vatican’ per aver aumentato la visibilità del lavoro di ‘Diritti delle donne senza frontiere’ in Cina”. “Può sembrare come una battaglia solitaria, e ogni nuovo rapporto di un aborto o di una sterilizzazione forzata può essere scoraggiante”, ha continuato, aggiungendo che “questo riconoscimento ci ha dato qualche incoraggiamento necessario per andare avanti”.

Evidenziando il fatto che molte persone credono che la politica “brutale” del figlio unico in Cina stia volgendo al termine, Littlejohn ha affermato che “questo è falso”, spiegando che la politica è semplicemente stata “regolata per consentire alle coppie di avere un secondo figlio se uno dei genitori è figlio unico”.

Nonostante questo adeguamento, Littlejohn ha sottolineato che “anche queste coppie avranno ancora bisogno di un permesso per nascita di ogni bambino”, e che “senza questo permesso emesso dal governo, la gravidanza è illegale e la madre è ad alto rischio di un aborto forzato.”

L’elevata quantità di “speculazione che l’aborto selettivo e l’abbandono dei neonati farà diminuire” a causa della regolazione della legge è “ingiustificato”, ha fatto notare Littlejohn, osservando che la “discriminazione sessuale” è in realtà “in aumento” in Cina e India.

Finché non avremo statistiche affidabili che dimostrano che i rapporti di genere sono in equilibrio, ogni dichiarazione che la discriminazione sessuale si diminuita è prematura”.

«Nel frattempo», ha detto, «abbiamo bisogno di continuare la battaglia per salvare i neonati”.

Per fare questo, Littlejohn ha rivelato che la sua organizzazione ha “una rete sotterranea di ricercatori sul campo” in Cina, che, quando vengono a sapere di una donna che ha intenzione di abortire o di abbandonare il suo bambino perché di sesso femminile, vanno dalla madre per tentare di dare qualche aiuto per tenere le figlie.

Facendo notare che la sua organizzazione offre alla madri “supporto per un anno”, Littlejohn ha spiegato che “abbiamo un tasso di successo del 95%”, e che “le donne potranno tenere le loro figlie con il nostro aiuto e sostegno.”

Quando guardo i volti delle ragazze che stiamo salvando in Cina – non riesco nemmeno a descrivere come mi sento. E ‘quello che mi fa alzare la mattina!

Oltre al lavoro che fa attraverso la sua organizzazione, Littlejohn e suo marito hanno adottato le due figlie del dissidente Zhang Lin, un attivista per la democrazia in carcere dallo scorso anno per aver protestato contro le azioni del governo cinese detenendo sua figlia di 10 anni, Anni, negandogli il diritto di istruzione, e le stanno crescendo come parte della loro “famiglia”.

Traduzione di Flavio Brilli, Laogai Research Foundation

Fonte: Womens Rights Without Frontiers, 22/07/2014

English version: Vatican Magazine Names Reggie Littlejohn Among “Top 10 People of 2013″


English version:

(CNA/EWTN News) – Reggie Littlejohn, known for her work opposing forced abortion and gendercide in China, has been named as one of “Inside the Vatican’s” “Top 10 People of 2013” for her heroic efforts in helping women.

“This honor came as a complete shock to me. I did not even know that I was being considered for this,” Littlejohn told CNA in a Feb. 5 interview, adding that “It’s a bit overwhelming to have my photo on the front cover with two Popes, surrounded by the other ‘Top Ten’ people from all over the world, all of whom seem far more heroic than I!”

Littlejohn is the founder and president of “Women’s Rights Without Frontiers,” an international coalition aimed at exposing forced abortion, gendercide, and sexual slavery in China.

In addition to her advocacy for China’s women, Littlejohn also led the international effort to free Chinese activist Chen Guangcheng, who arrived in the United States in May, 2012.

Alongside her nomination for “Inside the Vatican,” a monthly magazine relating to topics within the Roman Curia, Littlejohn is also slated to receive the “Cardinal John J. O’Connor Pro-Life Award” from Legatus on Feb. 7, which is a membership organization for top-ranking Catholic business leaders.

Responding the organization’s declaration of her “extraordinary witness and heroic actions in defense of the unborn,” Littlejohn emphasized that “the true heroes are the women in China who are running to escape a forced abortion, or who are refusing to abort their babies just because they are girls.”

“It is on behalf of these heroic women that I will accept this award,” she stated, repeating that they are the “true heroes in this battle against coercive population control in China.”

On behalf of her organization, Littlejohn expressed that “we are very grateful to ‘Inside the Vatican’ for raising the visibility of the work of ‘Women’s Rights Without Frontiers’ in China.”

“It can feel like such a lonely battle, and every new report of a forced abortion or sterilization can be discouraging,” she continued, adding that “this accolade has given us some much-needed encouragement to keep going.”

Highlighting the fact that many people believe China’s “brutal” one-child policy is coming to an end, Littlejohn affirmed that “this is untrue,” explaining that the policy has merely been “adjusted to allow couples have a second child if either parent is an only child.”

Despite this adjustment, Littlejohn emphasized that “even these couples will still need a Birth Permit for each child,” and that “without this government-issued Permit, the pregnancy is illegal and the mother is at high risk of forced abortion.”

The high amount of “speculation that the sex-selective abortion and abandonment of baby girls will decrease” due to the law’s adjustment is “unwarranted,” Littlejohn noted, observing that “gendercide” is actually “increasing” in both China and India.

“Until we have reliable statistics demonstrating that the gender ratios are equalizing, any declaration that gendercide is subsiding is premature.”

“In the meantime,” she said, “we need to continue the battle to save baby girls for being targeted for termination.”

In order to do this, Littlejohn revealed that her organization has “an underground network of fieldworkers” in China, who, when they learn of a woman that is planning to abort or abandon her child because it is a girl, go to the mother an council her to keep her daughter.

Noting that her organization offers the mothers “support for a year,” Littlejohn explained that “we have about a 95% success rate,” and that “women will keep their daughters with our help and support.”

“When I look at the faces of the girls we are saving in China – I can’t even describe how I feel. It’s what gets me up in the morning!”

In addition to the work she does through her organization, Littlejohn and her husband have also taken into their home the two daughters of dissident Zhang Lin, a pro-democracy activist imprisoned last year for protesting the Chinese government’s actions in detaining his 10-year-old daughter, Anni, and denying her the right to go to school, and are “raising them as a part” of their “family.”

Read the original CNA/EWTN article by Elise Harris here:
Women’s rights activist among ‘Top 10′ of Vatican magazine February 6, 2014
http://www.ewtnnews.com/catholic-news/Vatican.php?id=9301

Read the original article from Inside the Vatican Magazine here:
Reggie Littlejohn — A graduate of Yale Law School and Founder and President of Women’s Rights Without Frontiers, January 24, 2014
http://insidethevatican.com/magazine/people/reggie-littlejohn-graduate-yale-law-school-founder-president-womens-rights-without-frontiers

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