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Rapporto della “Walk Free Foundation”: nel mondo 45 milioni di schiavi. Solo in Cina 3.4 milioni

Sydney, 31 mag. (askanews) – Più di 45 milioni di persone nel mondo vivono in condizioni di “moderna schiavitù”, di cui due terzi nella zona dell’Asia-Pacifico.

Lo rileva uno studio che denuncia un flagello ben più grave e diffuso di quanto immaginato in precedenza. Traffico di persone, prostituzione coatta, lavori forzati, soldati bambino, minori utilizzati per il traffico di stupefacenti… sono varie e si moltiplicano le forme di schiavitù della società moderna, causate dalla povertà, dalla discriminazione e dall’esclusione sociale, rilevate dal rapporto “2016 Global Slavery Index” della “Walk Free Foundation”, un’iniziativa lanciata nel 2012 dal magnate australiano delle miniere Andrew Forrest per sensibilizzare opinione pubblica e governi.

Il rapporto della “Walk Free Foundation” raccoglie le informazioni su 167 Paesi, grazie a 42.000 interviste in 53 lingue. Questa edizione registra un incremento del numero di persone “asservite” del 28% rispetto a due anni prima. Un aumento da attribuire a migliori modalità nella raccolta dei dati piuttosto che a un peggioramento della situazione, comunqe difficile da quantificare.

L’India è il Paese con il maggior numero di persone in stato di schiavitù (18,35 milione) ma è in Corea del Nord la percentuale più alta rispetto alla popolazione (4,37%) e la risposta del governo più debole. Dopo l’India ci sono la Cina (3,39 milioni), il Pakistan (2,13 milioni), il Bangladesh (1,53 milioni) e l’Uzbekistan (1,23 milioni). In termini percentuali, dietro alla Corea del Nord vi sono l’Uzbekistan (3,97% della popolazione) e la Cambogia (1,65%).

Il rapporto condanna inoltre la debole risposta nella lotta alla schiavitù dei governi in Iran, Cina e Hong Kong. In totale sono 124 i Paesi dove il traffico di esseri umani è un reato, conformemente al Protocollo Onu del 2003, che vuole prevenire, reprimere e punire la tratta delle persone, in particolare donne e bambini. 96 Paesi hanno adottato dei piani d’azione per coordinare la risposta delle autorità

Aska News,31/05/2016

English article,Walk Free Foundation: