Rapporti commerciali con la Cina: Etica ed Economia

I rapporti commerciali con  il regime cinese non sono solo immorali ma anche controproducenti e nocivi da un punto di vista economico: tutto ciò che è immorale, negativo, non potrà mai condurre a qualcosa di positivo e in particolar modo quando il rispetto dei diritti umani viene distinto dalle questioni economiche.

Il mercato libero è una cosa buona ma a patto che le regole siano le stesse per tutti, a prescindere.

In nome del dio denaro e del lucro oggi, si inquina l’aria, le terre, i mari , i fiumi. Vengono uccisi e perpetrate violenze ad uomini ed animali.

Gandhi spesso diceva che il mondo ha risorse sufficienti per i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di pochi.

In Cina tutto questo viene calpestato quotidianamente e lecitamente. In nome del profitto è lecito guadagnare sulla vendita del sangue delle multinazionali farmaceutiche, sfruttare i lavoratori, obbligare le donne ad abortire. Le persecuzioni, gli arresti, le torture, gli eccidi continuano in maniera crescente. Negli ultimi tempi a livello internazionale, alcune voci si alzano contro, ma sono ancora poche

Questo è una palese dimostrazione di un decadimento della moralità generale, anzi di una tragica sconfitta della moralità.

Noi che ci consideriamo paladini della moralità, dell’altruismo tolleriamo e a volte non desideriamo vedere oltre il nostro giardino.

Chi trae vantaggio dagli affari con la Cina? Le centinaia di milioni di lavoratori e contadini cinesi sfruttati dal partito? Le centinaia di migliaia di disoccupati europei? O , forse, solo le multinazionali, le aziende che stringono affari con la Cina ed il regime cinese?

E’ del 20/12/2013 la notizia apparsa sul “Quotidiano.net” che Giorgio Armani è andato “alla conquista della Cina” con due torri gemelle di 222 metri per 65 piani con piscina riscaldata sul tetto, a Chengdu, la quinta megalopoli cinese, capitale della provincia sud-occidentale dello Sichuan.

Dichiarazione di Armani tratto dall’articolo:
http://cina.quotidiano.net/2013/12/20/re-giorgio-alla-conquista-della-cina-due-torri-di-65-piani-griffate-armani-a-chengdu/

[…] «LA CINA è un Paese affascinante, proiettato verso il futuro e pervaso da un’energia dinamica. Sono lieto – ha dichiarato Giorgio Armani – di poter creare residenze di lusso a Chengdu, e di poter realizzare un complesso così imponente, esempio di eleganza moderna, in una città vibrante che, sebbene sia specchio del ventunesimo secolo, ha saputo mantenere un forte legame con il suo favoloso passato».

Se osserviamo le misure che erano state prese per la contraffazione dei marchi di fabbrica e le sanzioni contro il Sud Africa, l’Iraq e la Birmania e poche contro la Cina, abbiamo tutte le ragioni per affermare che la preoccupazione delle autorità politiche ed economiche internazionali per i diritti umani sia inversamente proporzionale agli interessi dei pochi.

Solzenicyn ha ripetutamente dichiarato che il regime sovietico si reggeva solamente grazie all’aiuto tecnologico e finanziario dell’Occidente. Lo stesso vale per la Cina di oggi.

Il regime comunista cinese ha bisogno della finanza e della tecnologia occidentale per sopravvivere.

Quindi il solo metodo per ottenere il rispetto dei diritti umani e migliorare sia il benessere del popolo cinese sia l’avvenire sociale ed economico delle future generazioni italiane ed europee è quello di vincolare al rispetto dei diritti umani, sociali e ambientali qualsiasi accordo commerciale con la Cina

Questa linea di condotta dovrebbe essere adottata da una politica seria e morale che, purtroppo, oggi viene calpestata.

Gianni Taeshin Da Valle, Laogai Research Foundation,24/12/2013

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