Ran Yunfei, arrestato perchè sovversivo: inneggia alla Rivoluzione dei gelsomini

Le autorità arrestano il noto scrittore e autore di blog Ran Yunfei e fanno cacciare Xiao Shu opinionista e redattore di due pubblicazioni. Pechino ha deciso tolleranza zero verso chiunque critichi lo Stato comunista. Ma ora le Nazioni Unite chiedono la liberazione dell’avvocato Gao Zhisheng. Ran Yunfei (nella foto), firmatario di Charta 08, è stato portato via dalla polizia il 20 febbraio dalla sua casa di Chengdu (Sichuan), dopo che nel suo sito internet aveva parlato delle proteste di piazza nel Medio Oriente e invitato i cinesi ad attuare una propria Rivoluzione dei gelsomini. Dal 24 febbraio è detenuto, ma solo ieri la moglie Wang Wei ha ricevuto la comunicazione dell’arresto per “istigazione alla sovversione contro il potere statale”. In precedenza Ran, sul suo blog molto noto, aveva accusato funzionari corrotti per la cattiva costruzione delle molte scuole crollate sopra gli scolari nel terremoto del Sichuan del 2008. “Loro pensano – ha scritto Ran nel 2009 – che colpire con [l’accusa di] sovversione chi critica il governo possa fermare la determinazione del popolo a combattere per la libertà, ma questo significa sottostimare la determinazione della gente a proteggere i propri diritti”. Nicholas Bequelin, funzionario del gruppo Human Rights Watch, osserva che l’accusa di istigazione alla sovversione o al rovesciamento del sistema socialista ormai è considerata consistere in “qualsiasi critica verso la posizione del Partito unico Comunista”. Per timore di proteste di piazza come la Rivolta dei gelsomini, le autorità a febbraio e marzo hanno arrestato decine di democratici, parecchi sono agli arresti domiciliari e altri sono “spariti”. Nei giorni scorsi  Xiao Shu, esperto giornalista del Southern Weekly, è stato costretto a prendersi 2 anni di vacanza sabbatica. Il suo direttore gli ha ordinato di non fare altri scritti. Xiao (il cui nome è Chen Min) ha scritto nel blog: “La tristezza è inevitabile, ma…. non ho rimpianti per essere stato [nei miei scritti] indipendente, corretto e razionale”. E’ stata pure censurata e posta sotto accusa Peng Xiaoyun, giornalista del di Time Weekly di Guangzhou: ha scritto un rapporto su “100 persone influenti per il progresso della Cina” e vi ha incluso Zhao Lianhai, in carcere per avere chiesto giustizia per i bambini danneggiati dal latte alla melamina. Wang Songlian della ong per i diritti Human Rights Defenders spiega che questi episodi “dimostrano un deterioramento generale della situazione dei diritti umani in Cina”: “è reato anche esprimere la propria opinione”. Intanto ieri il Gruppo di Lavoro per le Detenzioni Arbitrarie delle Nazioni Unite ha chiesto a Pechino l’immediata liberazione di Gao Zhisheng, avvocato cristiano perseguitato per avere difeso i seguaci del gruppo spirituale Falun Gong, vietato in Cina. Gao è stato “rapito” dalle autorità dalla sua casa nello Shaanxi nel febbraio 2009 e da allora è sparito. L’Onu rimprovera a Pechino di detenerlo senza nemmeno un valido processo e dice la Cina dovrà anche risarcirlo per le torture subite in carcere.

Fonte: Asia News, 29 marzo 2011

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