Racconto di un monaco tibetano sui dilaganti stupri e torture nei “centri di rieducazione” della Cina

Il resoconto da un diario di un monaco tibetano ha rivelato gli oscuri segreti dei centri patriottici di rieducazione della Cina, dove, secondo Tibetan Centre for Human Rights and Democracy, le suore tibetane sarebbero state violentate. L’abuso sessuale è apparentemente dilagante nei centri di rieducazione ed è particolarmente mirato contro le suore. 

Nella foto: monache che partecipano ad una esercitazione presso un centro di rieducazione. (TCHRD)

Un diario personale ottenuto dal gruppo per i diritti tibetani fornisce un resoconto dettagliato dei tentativi fatti dal governo cinese nei centri di riabilitazione per neutralizzare la fede e la lealtà per il leader spirituale tibetano in esilio, Sua Santità il Dalai Lama. “Le lezioni si concentravano maggiormente sul castigarci e sulla denuncia di Rinpoche (Sua Santità il Dalai Lama)”, scrive il monaco il cui nome è stato nascosto per la sua sicurezza.

Il monaco trascorse circa quattro mesi in un centro di rieducazione nella contea di Sog (Ch: Suo), prefettura di Nagchu, TAR. Tutti i detenuti del centro di rieducazione erano monaci e monache tranne due o tre laici. Era uno tra molti monaci e monache costretti a tornare a casa e abbandonare gli studi delle istituzioni monastiche situate al di fuori del TAR negli ultimi anni. Il monaco stava seguendo la sua educazione nella provincia di Tsongon (Ch: Qinghai) quando gli fu ordinato di tornare nella contea di Sog o avrebbe affrontato gravi conseguenze.


Fonte: Phayul, 30 mag 18

English article: Tibetan monk’s personal account alleges rampant rape, torture in China’s ‘Reeducation Centres’

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