Raccolta di organi in Cina: molte domande a cui rispondere

Il 16 ottobre 2018 il Parlamento del Regno Unito ha ospitato un evento sulla pratica del prelievo di organi in Cina. Il trapianto di organi è una procedura medica legale che è altamente regolamentata.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha prodotto una pubblicazione chiamata i principi guida sulla Cellula umana, tessuti e trapianto di organi che fa chiarezza sulle norme internazionali in relazione alla pratica del trapianto di organi. Ad esempio, il primo principio richiede il consenso del donatore al prelievo di organi a scopo di trapianto. Il decimo principio richiede la tracciabilità dei trapianti di organi e il principio undici presuppone che le attività di donazione siano trasparenti e aperti al controllo. Per contro, il  prelievo di organi da individui (vivi o morti) è illegale senza un loro consenso.

Si è trattato del terzo evento organizzato presso il Parlamento del Regno Unito. Una delle questioni all’ordine del giorno era concentrata sul fatto che il governo cinese stia uccidendo prigionieri di coscienza (in particolare, le minoranze religiose, tra cui il Falun Gong, buddisti tibetani, uiguri musulmani e cristiani non registrati all’ House Church) per la fornitura all’industria del prelievo di organi.

Mentre queste tematiche suonano irrealistiche, la questione è stata già oggetto di indagini e audizioni al Congresso degli Stati Uniti e del Parlamento europeo. La Camera dei Rappresentanti e il Parlamento europeo hanno stabilito condanne con sanzioni per la raccolta sistematica di organi da prigionieri politici non consenzienti.

Le affermazioni di espianti di organi in Cina sono supportate da prove sostanziali, tra cui il rapporto del 2016 “Bloody Harvest”  pubblicato da David Kilgour, David Matas e Ethan Gutmann. La ricerca di Kilgour, Matas e Gutmann è stato presentato nel corso delle audizioni della commissione per gli affari esteri presso la Camera dei Rappresentanti il 23 giugno 2016 e al Parlamento del Regno Unito.

La ricerca di Kilgour, Matas e Gutmann mette in luce due questioni importanti che riguardano l’espianto di organi in Cina.

In primo luogo, il volume di raccolta in Cina risulta essere il più grande delle statistiche ufficiali e (molto probabile) riguardano solo i trapianti di organi. La relazione mette in evidenza la discrepanza tra questi dati.

In secondo luogo, il rapporto stabilisce che i prigionieri di coscienza, tra cui il Falun Gong, uiguri, tibetani e cristiani sono le minoranze maggiormente prese di mira. Gutmann ha spiegato come la pratica del prelievo di organi è stata utilizzata come metodo di persecuzione contro i membri del Falun Gong e per procurare costantemente organi umani alla richiesta di trapianti. Kilgour, Matas e Gutmann sostengono che “ci sono solo due posti dove si può avere l’intera molteplicità di organi da un prigioniero di coscienza: la Cina e, più recentemente, il territorio sotto il controllo dello Stato Islamico, comunemente noto come ISIS”.

Durante l’udienza davanti alla commissione per gli affari esteri, Gutmann ha osservato che nel 1999 lo stato cinese ha lanciato una campagna per eliminare il Falun Gong e fino al 2001, oltre 1 milione  di persone appartenenti al Falun Gong erano stati incarcerati nei Laogai e sottoposti a test per il prelievo d’organo con la complicità di ospedali militari cinesi e ospedali civili; strutture utilizzate per il trapianto di organi.

Tuttavia questa trista realtà non si è fermata solo ai membri del Falun Gong: nel 2002 era la volta dei cristiani, nel 2003 dei tibetani.

Che cosa deve essere fatto? Cosa si può fare? 

Un’indagine indipendente sulla pratica del trapianto di organi in Cina è il primo e più importante passo. Una tale indagine indipendente fornirebbe una base per considerare azioni contro coloro che sono coinvolti negli abusi della pratica del trapianto di organi o di prelievo di organi.

Nel 2008, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha raccomandato: “la Cina dovrebbe immediatamente condurre o commissionare un’indagine indipendente sulle rivendicazioni dei praticanti del Falun Gong che sono stati sottoposti a torture e utilizzati per i trapianti di organi e di adottare misure,  e nel caso, punire i responsabili di tali abusi. Nel 2015 ha però affermato che al momento un’indagine completa e indipendente non è stata è ancora effettuata.

Nel mese di dicembre del 2013, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sul prelievo di organi in Cina, chiedendo un’indagine completa e trasparente nella pratica del trapianto di organi nel paese del dragone Cina.

All’evento del Parlamento del Regno Unito, la Coalizione internazionale per porre fine abusi trapianto in Cina ha annunciato che un tribunale indipendente indagherà sul prelievo di organi sui prigionieri di coscienza in Cina. Contribuirà a fornire risposte, nel tempo, alle tante domande relative al rilascio del prelievo di organi in Cina.

 

Autrice: Ewelina U. Ochab, è una ricercatrice legale e difensore dei diritti umani, autore del libro “Mai più: risposte giuridiche a una promessa non mantenuta in Medio Oriente”. Ochab lavora sul tema della persecuzione delle minoranze di tutto il mondo, tramite progetti principali tra cui il genocidio Daesh.

Traduzione a cura della Laogai Research Foundation Italia Onlus


Fonte: Forbes, 16/10/2018

Versione inglese: Organ Harvesting In China And The Many Questions To Be Answered

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