Quasi 10 mila cinesi denunciano l’ex leader del Partito Jiang Zemin

Larry Ong e Matthew Robertson, Epoch Times | 27/06/2015
Sempre più cittadini cinesi perseguitati dal regime stanno presentando denunce nei confronti di Jiang Zemin, ex leader del Partito Comunista Cinese (Pcc). Jiang è stato accusato di crimini contro l’umanità e genocidio. 

Se le autorità agiranno in materia è un’altra questione, ma questa tendenza segna una svolta netta in quella che è stata una delle più grandi mobilitazioni che si ricordi da parte del Pcc contro una popolazione presa di mira: la persecuzione del Falun Gong, iniziata nel 1999.

Jiang ha iniziato nel 1999 una persecuzione che comprendeva una campagna di diffamazione, la detenzione di centinaia di migliaia di persone aderenti alla pratica, il lavaggio di cervello, la tortura, il prelievo forzato d’organi e la morte. Minghui, un sito web che riporta notizie di prima mano sul Falun Gong, riporta che oltre 3.800 persone sono morte sotto tortura, ma i ricercatori nel campo sospettano che decine di migliaia siano stati uccisi per i loro organi, senza contare i morti in altre circostanze.

Il Falun Gong è una forma di qigong che aveva attirato tra i 70 e i cento milioni di persone entro la fine degli anni 90. Jiang temeva e odiava la sua popolarità e la sua presa su tutta la popolazione, indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza (infatti molti membri del Partito praticavano il Falun Gong). I suoi insegnamenti hanno ricordato le tradizioni spirituali della Cina, in contrasto con il materialismo storico della dottrina marxista.

Anche dopo che si è dimesso da capo del Partito e poi da capo delle forze armate rispettivamente nel 2002 e nel 2004, Jiang ha assicurato che la campagna contro il Falun Gong continuasse, inserendo alcuni suoi compari in posti chiave all’interno del Pcc. Uno dei più importanti è stato Zhou Yongkang, che ha guidato l’apparato di sicurezza fino al 2012. A metà giugno è stato condannato all’ergastolo, con l’accusa di corruzione.

Prima della campagna dell’attuale leader Xi Jinping, volta a eliminare l’influenza di Jiang nel Partito, per i cittadini cinesi era quasi inconcepibile presentare denunce penali contro di lui. Quando ci hanno provato le conseguenze sono state terribili. Come ad esempio nel caso di Zhu Keming e Wang Jie, due cinesi che praticano il Falun Gong, che hanno fatto il loro tentativo nell’agosto del 2000, ma hanno avuto due sorti diverse. Wang è morto per tortura un anno dopo la sua incarcerazione, mentre Zhu ha trascorso cinque anni in detenzione, durante i quali ha perso tutti i denti.

Ma ora le cose stanno cambiando.

Ad esempio il 26 maggio Zhang Zhaosen, anche lui praticante del Falun Gong, ha consegnato una denuncia penale contro Jiang a un pubblico ministero. Non solo ha consegnato la denuncia, ma si è potuto allontanare indisturbato, una cosa impossibile fino a qualche tempo fa.

In altri casi le denunce sono state inviate con la posta e i praticanti del Falun Gong in genere fotografano le ricevute postali e le caricano su internet. Entro la fine di maggio Minghui ha ricevuto segnalazioni di denunce da 232 persone. L’11 giugno c’erano 3.987 denunce archiviate. Alla fine della settimana successiva ne sono state aggiunte 5.761, portando il totale a circa diecimila.

La crescita del numero di denunce contro Jiang Zemin fino al 18 giugno 2015.

Queste denunce sono state inviate in Cina alle più alte istituzioni legali – la Corte Suprema del Popolo e la Procura Suprema del Popolo – dalla Cina e da Paesi esteri, come Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Francia, Malesia, Thailandia, Giappone, Corea del Sud e Hong Kong. I querelanti provengono da tutte le professioni e i ceti sociali: giudici, soldati, ufficiali di polizia, agricoltori.

I reclami, per loro stessa natura, sono soltanto rappresentativi della volontà popolare; se Jiang Zemin sarà effettivamente incriminato dipenderà dalla Procura Suprema del Popolo, il massimo organo procuratore della Cina. I casi che coinvolgono leader o ex leader del Pcc sono considerati profondamente politici in Cina; pertanto qualsiasi decisione presa, sarà dovuta con ogni probabilità solo a un profondo cambiamento politico del Pcc e allo stato della campagna contro il Falun Gong.

Oltre agli articoli sullo stile di vita sontuoso di Jiang e agli arresti dei membri chiave dell’Ufficio 610 (la task-force segreta del Partito istituita per perseguitare il Falun Gong), Radio France International ha citato le cause penali come esempio del declino dell’influenza politica di Jiang.

Recentemente c’è stato un cambiamento nel modo in cui tribunali in Cina registrano i casi. Un certo numero di praticanti del Falun Gong riferisce di ottenere effettivamente delle ricevute dalla Procura Suprema del Popolo, qualcosa che è stato imposto da un nuovo regolamento del Partito che richiede ai giudici e alla Procura di accettare tutti i reclami legali e di spiegare per iscritto le eventuali respinte. Prima di questa modifica i tribunali potevano semplicemente ignorare tutti reclami che volevano. Questo cambiamento probabilmente incoraggia i querelanti a farsi avanti a presentare denunce.

Sebbene quest’ondata di denunce non costituisca un atto d’accusa nell’immediato futuro, studiosi, avvocati ed ex funzionari di Partito hanno elogiato queste azioni come metodo per fare pressione pubblica sulle autorità e come tentativo di esercitare i propri diritti, che anche secondo il Pcc ogni cittadino dovrebbe avere.

«Credo citare in giudizio Jiang Zemin sia molto appropriato dal punto di vista della legge o della giustizia», ​​ha detto Zhang Zanning, professore di diritto presso la Southeast University nella città di Nanchino, in provincia del Jiangsu. Secondo Zhang e i suoi colleghi tutto ciò è «molto incoraggiante».

Ed ecco l’opinione di altri esperti. Per Zhong Weiguang, studioso del totalitarismo che vive in Germania, questa campagna di azioni legali è paragonabile a quelle contro Hitler. Secondo Han Guangsheng, ex funzionario del Partito che ha disertato in Canada nel 2001, queste denunce sono «un fenomeno senza precedenti». Mentre per Bao Tong, ex segretario del defunto premier cinese Zhao Ziyang, «come cittadini, le persone possono supervisionare e controllare i leader attuali e gli ex… Se uno ha rimostranze, le rende note. Ecco come funziona una società normale».

Bao ha consigliato che il regime deve affrontare la questione «in conformità con la legge».


Fonte: Epoch Times, http://epochtimes.it/n2/news/quasi-10-mila-cinesi-hanno-denunciato-lex-leader-di-partito-jiang-zemin-1741.html

Articolo in inglese:Nearly 10,000 Chinese Have Filed Legal Complaints Against Former Party Leader

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