Qualcuno vola sul nido del cuculo?

I neurochirurghi cinesi hanno pubblicato degli studi volti a dimostrare che si può eliminare la dipendenza da oppiacei distruggendo una regione del cervello che prova piacere. Ma, riferisce la rivista Time, “danneggiare la regione del cervello coinvolta nel desiderio di dipendenza rischia di porre fine in modo permanente all’intero spettro dei desideri naturali e delle emozioni, tra cui la capacità di provare gioia”. L’idea di distruggere una parte del cervello come “cura” convenzionale ha indignato molti in Occidente. In realtà, è stata una questione controversa anche per il Ministero cinese della Salute. Ma a quanto pare un chirurgo nel 2007 ha fatto 1.000 di queste operazioni per curare la depressione, l’epilessia e la schizofrenia.
Nel mese di ottobre, i medici dell’ospedale Tangdu hanno riportato i risultati di questa operazione di  neurochirurgia  – chiamata ablazione del nucleus accumbens – su i tossicodipendenti in un importante rivista internazionale, World Neurosurgery. Hanno concluso che è un trattamento efficace per il 58% dei tossicodipendenti. Ci sono anche effetti collaterali, ma che i medici considerano “minori”.
In Occidente, per fortuna, i medici sono convinti che questa operazione non è eticamente accettabile. “Questo tipo di operazione toglie tutti i tipi di motivazione e di desiderio”, spiega Charles O’Brien, capo del Centro per gli studi di dipendenza presso l’Università della Pennsylvania. David Linden, della Johns Hopkins, la considera “terribilmente sbagliata.” Gli studi sugli animali, infatti, dimostrano che l’ablazione del nucleus accumbens non ha eliminato totalmente il desiderio di oppiacei.
La tossicodipendenza è un crimine capitale in Cina. L’operazione è stata sperimentata tra gli altri su un giovane di 19 anni che faceva uso di droghe da 3.

FRP

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