Pubbliche accuse contro Wang Lijun. Ancora silenzio su Bo Xilai

L’ex capo della polizia di Chongqing, che ha causato il più grande scandalo degli ultimi 30 anni nella leadership cinese, è stato pubblicamente accusato di quattro crimini. Secondo Xinhua, il procuratore di Chengdu ha formalizzato le accuse contro Wang Lijun (nella foto) –  fuga dal proprio posto; abuso di potere; piegare la legge per i propri scopi e corruzione per aver accettato bustarelle – e ha chiesto alla Corte intermedia della città del Sichuan di fissare entro breve la data del processo. Le accuse contro Wang, un tempo stretto collaboratore di Bo Xilai, il capo del Partito a Chongqing, sembrano ritagliate apposta per evitare di implicare Bo e salvare la faccia al Partito, che si prepara al suo 18mo Congresso, che vedrà la transizione del potere  dalla Quarta alla Quinta generazione. Nel febbraio scorso Wang si è dato alla fuga e si è nascosto nel consolato Usa di Chengdu, dove ha chiesto asilo politico. Wang temeva per la sua vita, dopo aver scoperto che la moglie di Bo Xilai, Gu Kailai, aveva ucciso con le sue mani il faccendiere Neil Heywood. L’accusa di “defezione e fuga” – piuttosto inusuale in Cina – è comprensibile perché proprio da quella fuga il mondo è venuto a conoscere i retroscena e gli intrighi da “Dinasty” all’interno della leadership. Comunicando a un consolato straniero l’assassinio, il Partito ha dovuto intervenire. Ma doveva salvare la sua faccia. Per questo ha arrestato Gu Kailai, che intanto è stata anche condannata alla pena di morte, sospesa per due anni; ha condannato diversi capi di polizia e ora apre il processo contro Wang Lijun. Molto curiosamente, in tutto questi processi non si fa il nome del boss di Chongqing, Bo Xilai, marito dell’assassina, partecipe di ricchezze corrotte acquisite con Heywood, capo e stretto collaboratore di Wang Lijun. Dal 2009 Wang e Bo hanno attuato un piano di pulizia di Chongqing dalle mafie locali, utilizzando spesso metodi poco ortodossi come torture e false accuse, arrivando fino all’arresto di membri alti del Partito e della magistratura(da qui l’accusa di abuso di potere). La campagna – chiamata – “colpisci nero, da hei” – serviva a Bo anche per farsi notare e salire nella gerarchia del Partito. Fino a febbraio, al giorno della fuga di Wang, egli era quasi designato a divenire membro del Comitato permanente del Politburo, la cupola del potere cinese. Subito dopo, il Partito è intervenuto e lo ha destituito da Chongqing, accusato di generiche “violazioni alla disciplina del Partito”. Di etnia mongola ed esperto di arti marziali, Wang ha goduto sempre di una fama di incorruttibile. A lui sono ispirate alcune soap opera polizieschi. Esperto anche di anatomia e autopsie, dopo aver scoperto dell’assassinio di Heywood egli ha prelevato sangue e un brandello di cuore dal cadavere del faccendiere, da poter usare in futuro come prova. Ma intanto aveva nascosto le accuse contro la moglie del suo capo diretto. Alcuni osservatori pensano che la caduta di Bo Xilai sia orchestrata per scombinare il partito dei “principini” – di cui Bo fa parte – nella scalata al potere centrale, dando man forte al clan che si raccoglie attorno a Hu Jintao. Ma lo stesso Hu Jintao ha accusato Wang di “tradimento” e dal febbraio scorso lo ha fatto scomparire nelle mani della polizia. Il pubblico non capisce che tipo di “tradimento” sia: in fondo, è proprio grazie alle prove di Wang che Gu Kailai è stata condannata. Ma forse il “tradimento” è proprio questo: egli è andato a “lavare i panni sporchi” nel consolato Usa e così ha costretto il Partito a fare i conti con se stesso: con le lotte interne per il potere, con la corruzione dilagante, con la spregiudicatezza nell’uso della legge per i propri scopi.

Fonte: Asia News, 6 settembre 2012

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.