Prosegue la repressione a Driru: Arrestati due monaci.

Dharamsala, 13 dicembre 2013. Continua il pugno di ferro della repressione cinese nella Contea di Driru.

Fonti tibetane hanno reso noto che il 23 novembre due monaci del monastero di Driru Tarmoe sono stati arrestati a Lhasa dove si erano recati in occasione dell’annuale periodo di vacanza. In precedenza, la polizia armata aveva fatto irruzione nel monastero, forzato le porte delle loro camere e sequestrato gli effetti personali dei due religiosi.

Circondati anche i monasteri di Rabten e Dongna. Otto monaci del monastero di Rabten, studenti presso altri istituti religiosi, sono stati tratti in arresto. La polizia ha chiesto a tutti i monaci e a tutte le monache della Contea di Driru attualmente residenti in altre Contee o prefetture di fare immediato ritorno ai monasteri di appartenenza per sottostare alla “Campagna di Educazione del Pensiero”.

La repressione è in atto a Driru dalla fine del mese di settembre: dopo l’arresto, il giorno 29, di sessanta tibetani che protestavano contro l’oppressione cinese, le manifestazioni sono proseguite per tutto il mese di ottobre. Il giorno 8 ottobre la polizia ha sparato sulla folla a Nagchu e si sono contati quattro morti e almeno sessanta feriti. Per ordine delle autorità, tutti gli spostamenti dei tibetani nella Contea di Driru sono sotto stretta sorveglianza e i viaggiatori che devono recarsi nelle aree vicine e nella stessa Lhasa devono esibire uno speciale permesso. Rinforzi militari per un totale di 18.000 persone tra funzionari governativi e forze di pubblica sicurezza sono stati fatti affluire a Driru da Lhasa e dalla prefettura di Nagchu (nella foto).

Arresti arbitrari e sparizioni si sono verificati dopo il rifiuto da parte della popolazione locale di issare la bandiera cinese sul tetto delle case in occasione del 64°anniversario della fondazione della Repubblica Popolare. Sono stati arrestati anche cantanti e scrittori colpevoli di avere denunciato nei loro versi e poemi le atrocità commesse dai cinesi o per aver inneggiato al ritorno del Dalai Lama e alla libertà del Tibet.

Il 6 dicembre è giunta notizia dell’arresto, nella Contea di Driru, di due giovani cantanti tibetani accusati di aver pubblicato composizioni musicali in cui si chiede l’unità dei tibetani e la preservazione della cultura tibetana. I due artisti, arrestati lo scorse mese di novembre, sono Gonpo Tenzin, 25 anni, originario di Lhasa, e Tsekar Thinlay, 22 anni.

Le autorità cinesi temono che la rivolta in atto a Driru possa estendersi a Lhasa e in tutta la cosiddetta Regione Autonoma. Per costruire una “impenetrabile difesa“ contro il separatismo e “accattivarsi il favore dei monaci e delle monache unendoli, assieme al resto della popolazione, attorno al Partito e al governo”, Chen Quanguo, attuale capo del Partito Comunista della Regione Autonoma ha detto che i funzionari devono assicurare a tutti i monasteri acqua corrente, elettricità e libero accesso ai mezzi di informazione. Curiosa e poco credibile affermazione da parte di chi, in un recente passato, si è adoperato per impedire ai tibetani di ricevere o trasmettere informazioni confiscando le parabole satellitari, controllando le linee telefoniche e le comunicazioni attraverso internet.

Fonti: Phayul – Reuter- Associazione Italiana Tibet

English version (Phayul):

http://www.phayul.com/news/article.aspx?id=34347&article=Two+abbots+of+Nangchen+monasteries+arrested+and+released+after+public+intervention

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