Professore di sinistra imbavagliato dalla censura cinese

Lu Chen, Epoch Times, 26.05.2014
L’account social media del maoista Kong Qingdong è scomparso dopo che quest’ultimo ha postato messaggi sull’agitazione tibetana e sulla violenta repressione del movimento del 4 giugno. Secondo alcune congetture pubbliche Kong è stato bandito per via della censura internet in Cina.

Kong Qingdon, lo stesso maoista dichiarato che aveva assistito con molto piacere alla repressione degli studenti desiderosi di libertà, sembra ora lui quello a esser stato zittito forzatamente.

Kong aveva scritto un post su Weibo in merito ai disordini etnici in Tibet e alla repressione militare contro i manifestanti del 4 giugno 1989;in seguito a ciò il suoaccount è scomparso da Weibo. Dato che era un utente che usufruiva molto di questa piattaforma simile a Twitter ed esprimeva spesso le sue opinioni, gli altri utenti del sistema hanno solamente potuto concludere che il suo account fosse stato cancellato.

Kong, professore all’Università di Pechino, è considerato un alfiere di quella che è stata chiamata la ‘brigata dei cinquanta centesimi’, ovvero quella lega cinese di personaggi pubblici e ‘troll’ di internet che denigrano duramente chiunque sostenga riforme in linea con i sistemi politici democratici occidentali e sostengono a gran voce gli elementi ideologici più duri del regime comunista cinese.

Una delle uscite più note di Kong è quella del gennaio del 2012, quando ha definito le persone di Hong Kong «cani degli imperialisti britannici». L’anno prima aveva battezzato Wan Xiongqiu, professore in pensione della Università di Pechino, una «vecchia canaglia» e le persone con le stesse idee politiche di destra «traditori» e «lacchè dell’America».

Tali espressioni a quanto pare sono state tollerate o addirittura sostenute fino a poco tempo fa.

Il 23 maggio Kong ha attaccato Hu Yaobang, ex leader del Partito Comunista, per le sue politiche in Tibet, in particolare il rilascio dei prigionieri politici tibetani nel 1980, che ha «innescato il potenziale pericolo di agitazioni etniche e religiose negli ultimi anni». A Hu non è stato affibbiato alcun nome; il post di Kong semplicemente diceva: «Un certo capo importante», anche se in seguito è emerso che si parlava di Hu. Il post era stato pubblicato il 22 maggio, dopo l’attentato in un mercato nella regione autonoma uiguradello Xinjiang, descritto come un attacco terroristico da parte delle autorità.

Un altro messaggio di Kong dello stesso giorno, è riferito al massacro di piazza Tiananmen del 4 Giugno 1989, un altro argomento sensibile per il Partito Comunista, in particolare quest’anno che ricorre il suo 25esimo anniversario.

Kong, mentre era impegnato in una discussione con un altro utente che affermava di essere tra i soldati che applicarono la legge marziale a Pechino il 4 giugno, ha sostenuto che quel giorno ha avuto luogo un massacro.

«Queste rivolte devono essere punite severamente, altrimenti la Nazione finirebbe nel caos, con ribellioni di frontiera e intrusioni straniere», ha scritto l’altro utente.

Kong ha risposto: «Sciocchezze. Non c’è stata nessuna rivolta, siete voi che avete aperto il fuoco spietatamente e rastrellato le persone con le pallottole, creando poi tutta una montatura. Puoi darmi il nome di un qualsiasi studente di college che ha condotto una rivolta?»

Il movimento del 4 giugno erano delle proteste anticorruzione e pro-riforma guidate dagli studenti universitari cinesi, cominciate nel mese di aprile del 1989. È culminato nel massacro del 3 e 4 giugno, deciso da Deng Xiaoping, l’allora leader del regime. Centinaia o forse migliaia di persone furono uccise.

Il fatto che Kong Qingdong si sia riferito al massacro militare in questi termini è una sorpresa, ma si sa che ha partecipato al movimento del 1989, quando studiava all’Università di Pechino, sebbene anche in questo Kong appaia controverso: durante un’intervista con Sound of Hope Radio è stato chiesto a Feng Congde, ex leader studentesco, il ruolo di Kong; «Andava contro la corrente di pensiero del movimento studentesco», ha detto Feng.

Il 24 maggio, qualunque cosa Kong intendesse in riferimento alla repressione, il suo account su Weibo è scomparso. Altri utenti di Weibo hanno osservato che persino per un sostenitore di sinistra un passo falso potrebbe costar caro. I tentativi di contattare Kong non hanno avuto successo.

«Come è ironico! Scriveva prima bianco e poi nero su internet tutti i giorni, ma non era mai finito nei guai. Questa volta ha finalmente detto qualcosa di vero, ma poi è stato censurato…», ha commentato l’utente Guchedan su Weibo.

Altri commentatori cinesi anti-americani e di filo-sinistra sembravano preoccupati per il blocco dell’account di Kong. Sima Nan, che interpreta un ruolo simile nella sfera pubblica, si è domandato: «Dov’è finito il profilo di Kong Qingdong? Chi ha bloccato l’account del professore? Perché è stato bloccato? Ha per caso fatto accuse contro il sistema socialista?…»

Nonostante la loro frustrazione per i diversi punti di vista di Kong Qingdong, gli utenti cinesi di Weibo non hanno digerito il fatto che il suo account fosse stato cancellato solo per aver espresso un parere.

«Non sono mai stato d’accordo con le opinioni di Kong Qingdong a causa delle nostre visioni opposte e ho avuto molte discussioni con lui su Weibo, ma internet dovrebbe essere una piattaforma di libero scambio», ha scritto su Weibo Wang Quanjie, professore e membro del Congresso nazionale del Popolo.

Wang ha aggiunto: «Internet dovrebbe accettare tutte le opinioni che non danneggiano il pubblico e dovrebbe tutelare la parità del diritto di ogni cittadino alla libertà di parola».


Fonte, Epoch Times, http://www.epochtimes.it/news/professore-di-sinistra-imbavagliato-dalla-censura-cinese—126337

English versionhttp://www.theepochtimes.com/n3/695588-leftist-chinese-professor-finds-himself-muzzled

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