PROCESSO A XU ZHIYONG, PROTESTA IN SILENZIO

Pechino, 22 gen. – E’ rimasto in silenzio di fronte ai giudici, Xu Zhiyong, l’avvocato e attivista del Movimento Nuovi Cittadini, che si batte per la democrazia e i diritti civili in Cina.

Xu è stato processato oggi di fronte alla Corte Intermedia del Popolo N.1 di Pechino. “Non vogliamo prendere parte a un pezzo teatrale, non siamo attori”, ha dichiarato l’avvocato di Xu Zhiyong, Zhang Qingfang per motivare la scelta del suo assistito, già annunciata nei giorni scorsi.

Xu si trova in stato di detenzione dal luglio scorso con l’accusa di “assembramento di persone finalizzato al disturbo dell’ordine pubblico”. E’ stato tra gli attivisti che avevano chiesto maggiore trasparenza alla politica nella lotta alla corruzione, attraverso la pubblicazione dei patrimoni dei leader.

Dopo che la richiesta dell’imputato di ascoltare cinque testimoni è stata respinta, l’avvocato di Xu aveva dichiarato di ritenere “improbabile” un processo equo. “Come legale di Xu Zhiyong, speravo di poterlo difendere pienamente in un giusto processo -ha commentato Zhang Qingfang- ma ovviamente la Corte non ci ha dato questa possibilità”.

Xu Zhiyong rischia fino a cinque anni di carcere, in base alle accuse. Di fronte al tribunale, oggi erano presenti manifestanti in supporto all’attivista e alcuni di loro, con uno striscione, hanno chiesto la pubblicazione dei patrimoni dei dirigenti pubblici. Ai diplomatici presenti è stato concesso di entrare in tribunale, ma non di seguire il processo in aula.

Critiche al processo sono arrivate ieri anche dalle organizzazioni internazionali: Amnesty International ha criticato il governo cinese per quella che ha definito come una “ipocrita repressione nei confronti degli attivisti anti-corruzione”, e ha definito Xu Zhiyong un “prigioniero di coscienza” che”dovrebbe essere rilasciato immediatamente e senza condizioni”.

Nelle stesse ore del processo a Xu, un rapporto investigativo condotto dall’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) ha svelato gli affari segreti dei familiari di alcuni tra gli uomini più potenti di Cina, tra i quali anche quelli del cognato del presidente Xi Jinping, e quelli, in parte già noti, del figlio dell’ex primo ministro Wen Jiabao, e di suo genero.

Il rapporto, che si basa su dati contenuti in 2,5 milioni di documenti, svela i conti offshore dei leader cinesi, il 90% dei quali registrati nel paradiso fiscale delle Isole Vergini britanniche. Tra questi c’è Deng Jiagui, cognato di Xi Jinping, che ha sposato la sorella maggiore dell’attuale presidente cinese nel 1996. Deng detiene una partecipazione del 50%, secondo il rapporto dell’ICIJ, in una società immobiliare che ha sede nelle Isole Vergini.

Fonte, AgiChina 24

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