Il primo giorno di Carrie Lam. A processo i leader di Occupy Central

La Lam ha vinto ieri le elezioni a capo dell’esecutivo con 777 voti. Essa è considerata la “candidata di Pechino” e definita “CY 2.0”, per indicare la continuità con il governatore Leung Chun-ying, nel soffocare le richieste di democrazia. Il passaggio di consegne avverrà il primo luglio, 20mo anniversario del ritorno di Hong Kong alla Cina.

Hong Kong (AsiaNews) – Il giorno dopo la scontata vittoria di Carrie Lam a capo dell’esecutivo del Territorio, la polizia ha subito dichiarato che i tre leader di Occupy Central, il movimento pro-democrazia con un forte ascendente sui giovani, saranno processati. Insieme a loro anche sei altri politici e attivisti che nel 2014, per oltre due mesi, hanno bloccato il centro di Hong Kong chiedendo il suffragio diretto e universale della carica di capo dell’esecutivo.

I tre fondatori di Occupy Central, l’accademico Benny Tai Yiu-ting, il pastore Chu Yiu-ming e il sociologo Chan Kin-man dovranno presentarsi alla stazione di polizia di Wan Chai per sentire le accuse loro rivolte ed essere forse arrestati. Va notato che nel dicembre 2014, alla fine del sit-in di Occupy, i tre leader si erano consegnati alla polizia, ma questa non li ha arrestati.

Ad Hong Kong gli analisti fanno notare il tempismo della polizia che, forse su istigazione del governo cinese e del governatore uscente, spingono la Lam a seguire le loro tracce di soffocamento di ogni desiderio di suffragio universale.

Nell’estate 2014 Occupy lanciò un referendum autonomo nel territorio che mostrò il gran numero di sostenitori dell’elezione diretta del capo dell’esecutivo. Ma l’allora governatore, Leung Chun-ying, non ritenne importante citare questa esperienza di democrazia nella sua relazione al governo cinese, che ribadì il metodo elettivo da parte di un comitato elettorale di rappresentanti delle corporazioni e della società civile e di membri dell’esecutivo e di amici di Pechino.

Fu proprio la decisione anti-democratica del governo cinese a scatenare le manifestazioni di Occupy Central. Esse ricevettero il sostegno del card. Joseph Zen e della Commissione Giustizia e pace del territorio.

Carrie Lam, cattolica, è già sospettata di essere un “CY 2.0” – come viene definita nei social, dalle iniziali di Leung Chun-ying – e di voler continuare la politica repressiva delle istanze democratiche.

Alle elezioni di ieri, la Lam ha vinto con 777 voti sui 1194 del Comitato elettorale. Un altro candidato, John Tsang, appoggiato dai democratici, ha preso 365 voti. Un terzo candidato, il giudice in pensione Woo Kwok-hing, ne ha presi 21.

Lam era vista da tutti come “la candidata di Pechino”; Tsang aveva una grande popolarità fra la gente, ma non la fiducia dell’establishment.

Questa mattina C Y Leung si è incontrato con Carrie Lam (v.foto), promettendo un tranquillo passaggio di consegne, che avverrà il primo luglio prossimo, 20mo anniversario del ritorno di Hong Kong alla Cina.

Asia News,27 marzo 2017

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