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Il Presidente della Regione Toscana: dietro alla rivolta cinese forse la criminalità organizzata

Dopo la rivolta dei cinesi di ieri all’Osmannoro, “faccio una domanda, voglio sapere come è stato possibile che nell’arco di un’ora e mezzo, centinaia di persone si siano concentrate davanti all’azienda dove erano in corso i controlli. Quando mi sarà stata data questa risposta mi sentirò più tranquillo.

Ci sono dietro forme di criminalità organizzata? Lo domando”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, parlando con i giornalisti a margine di un incontro sulle agromafie. “Se non ci sono, bene – ha aggiunto -. Se ci sono associazioni voglio sapere chi sono, come si sono messe in relazione, qual è la loro finalità la devono dichiarare in modo trasparente. Altrimenti si tratta di un fenomeno preoccupante e inquietante”.

Rossi ha assicurato che “i controlli noi li continueremo a fare, e chiedo che lo Stato intervenga di più anche con la Guardia di finanza anche per quanto riguarda la lotta all’evasione. I nostri dati parlano di un’evasione che è impressionante, non possiamo chiedere agli imprenditori, agli artigiani, ai lavoratori dipendenti di pagare e di vedere questo fenomeno dei money-transfer, della fuga di capitali”.

Inoltre, ha detto ancora, “chi porta questi lavoratori qui? Non vorrei che anche in questo caso ci fossimo troppo assuefatti, perché accettiamo che questi lavoratori stiano nelle fabbriche sfruttati per 20 ore”, “perché così pagano”, magari “alla loro mafia”, “il viaggio per venire qui e poi devono riscattarsi attraverso condizioni di schiavitù”. Quindi, ha concluso, “non sottovalutiamo la cosa. E non scambiamo, per favore, la bandiera rossa che hanno issato ieri con altre bandiere rosse di ben altro segno e di ben altra gloria. Io sono per quelle altre bandiere rosse”.

Gonews,01/07/2016

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