Preoccupazioni sugli espianti di organi durante la visita europea del leader cinese

Matthew Robertson. Epoch Times,28.03.2014

Un’organizzazione europea ha puntato i riflettori sulla questione degli espianti di organi in Cina durante il viaggio in Europa del segretario generale del Partito Comunista Cinese Xi Jinping.
Xi è arrivato in Europa il 22 marzo. Il 24 marzo ha incontrato il presidente Barack Obama e sta partecipando ad alcuni incontri con vari funzionari europei e rappresentanti governativi, tra cui anche Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo.

Nella foto Henri Malosse, presidente del Comitato economico e sociale europeo, parla alla conferenza organizzata a Bruxelles. I rappresentanti cinesi hanno reagito con rabbia quando hanno saputo della conferenza

Il Comitato economico e sociale europeo (Cese) ha detto di aver voluto dare il «benvenuto» in Europa a Xi Jinping, affermando durante l’incontro del 19 marzo che l’uso di organi da parte del Regime cinese «da prigionieri di coscienza, persone condannate a morte e gruppi minoritari, per la vendita in Cina e fuori dal Paese, è una disgrazia per l’umanità e dovrebbe terminare immediatamente».

Durante un’intervista a Epoch Times Henri Malosse, presidente del Cese, una grande organizzazione non governativa e organo consultivo dell’Unione Europea, ha detto che il suo obiettivo è «sollevare la consapevolezza pubblica su una pratica che noi consideriamo inaccettabile».

Ha poi affermato: «È qualcosa che la gente potrebbe pensare che accadeva 50 anni fa, invece sta accadendo oggi, questo è un comportamento inumano da parte delle autorità cinesi».

La conferenza del Cese è stata riportata dai media europei in lingua russa, italianae slovacca.

La missione cinese in Unione Europea è venuta a sapere di questa conferenza. Malosse ha detto: «A causa di questa conferenza erano davvero seri e arrabbiati», sottolineando l’importanza della conferenza tenuta.

Le preoccupazioni più acute sono state sollevate da alcune minoranze e riguardano gliespianti forzati di organi da prigionieri di coscienza condannati a morte in Cina. In questo scenario gli ospedali militari e le strutture di detenzione cooperano al fine di procurare organi da persone vive che non sono colpevoli di alcun crimine riconosciuto a livello internazionale, uccidendo in segreto persone per espiantare i loro organi in cambio di denaro.

Questa pratica sta avvenendo in Cina dal 2000 su base illegale e nonostante l’attenzione sollevata a livello internazionale si pensa che in Cina stia continuando ancora oggi.

Da anni i praticanti del Falun Gong, una pratica spirituale tradizionale, sono stati quasi gli unici obbiettivi di tale pratica. Un importante rapporto del 2006 da parte di due ricercatori canadesi ha concluso che probabilmente circa 41.500 organi sono stati trapiantati segretamente da praticanti del Falun Gong condannati a morte. In seguito i ricercatori hanno aggiornato queste stime ad alcune decine di migliaia.

Di recente si sono levate preoccupazioni globali sulle attuali pratiche di trapianto in Cina dopo che Huang Jiefu, capo del Comitato per il trapianto e la donazione di organi cinese, l’organo che cerca di coordinare la politica dei trapianti in Cina, ha rovesciato la posizione ufficiale riguardo all’uso degli organi dei prigionieri.

Ha riferito ai media cinesi che «gli uffici giudiziari e gli uffici locali del Ministero della Salute dovrebbero stabilire legami e permettere ai prigionieri condannati a morte di donare gli organi volontariamente, inserendoli nel sistema computerizzato di gestione degli organi».

Huang ha detto che i membri della famiglia che daranno il consenso all’espianto di organi dai parenti saranno ricompensati finanziariamente.
Queste dichiarazioni hanno rovesciato la posizione tenuta dalle autorità cinesi dal 2006, che prometteva di riformare e infine eliminare l’uso degli organi da prigionieri condannati a morte.

Questo passo indietro inaspettato ha causato il riassetto del livello di cooperazione dei gruppi internazionali coinvolti negli espianti di organi e il sostegno alle riforme che da lungo tempo le autorità cinesi hanno promesso.

Malosse, presidente della ong europea, ha parlato di questa recente notizia dicendo che è «uno sviluppo inumano e triste». Ha aggiunto che l’offerta di denaro ai familiari consenzienti è «un ricatto».

«Questo è un utilizzo commerciale della persona umana. Se domani morissi in un incidente automobilistico e decidessi di mia spontanea volontà di donare gli organi ad un’altra persona, penso che sarebbe un’azione molto buona per gli altri. Ma prendere gli organi da prigionieri condannati a morte e comprare il permesso con denaro è un’azione ancora peggiore. La brutalità del regime cinese è inumana».

Fonte,Epoch Times- http://www.epochtimes.it/news/preoccupazioni-sugli-espianti-di-organi-durante-la-visita-europea-del-leader-cinese—125876

English version:
Organ Harvest Concerns Raised as Chinese Leader Visits Europe

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