“Premio Italia diritti umani” 2010

La difesa dei soggetti più deboli, la lotta alle discriminazioni e alla violazione sistematica dei diritti elementari e il forte richiamo ad un’informazione libera sono stati il “leit motiv” della giornata di dibattito, organizzata a Roma dalla Free Lance International Press dal titolo “Civiltà Globale e Diritti Umani”. L’edizione 2010 del “Premio Italia Diritti umani” è nata dall’esigenza, da parte delle associazioni coinvolte (Amnesty International, Antigone, Comitato Paul Rougeau, Comunità di S.Egidio, Emergency, Italians for Darfur, Laogai Research Foundation Italia, Medici contro la tortura, Robert F. Kennedy Foundation, Wcrp), di dare un giusto riconoscimento a coloro che, per la loro attività, si sono distinti nel campo dei diritti umani in un mondo in cui il profitto sembra essere lo scopo ultimo di ogni intento.  Il premio è dedicato alla memoria di Antonio Russo, ex vice presidente della Free Lance International  Press, inviato da Radio Radicale in Georgia per seguire il conflitto ceceno e assassinato il 16 ottobre 2000 vicino alla base russa di Vasiani, prima che riuscisse a consegnare in Europa le prove che scagionavano il Partito Radicale Transnazionale dalle infamanti accuse di narcotraffico e pedofilia ad esso mosse dall’ex URSS. Tornando all’attualità, per il reportage “L’industria della morte” sulla strage di Bhopal in India, andato in onda sulla Rai lo scorso aprile, Chiara Tiezzi“ si è aggiudicata il Premio Italia Diritti Umani 2010.  L’opera della giornalista ha dato voce alla richiesta di verità  e giustizia dei  sopravvissuti e di quelli che vivono oggi in quella terra inquinata. Questi i fatti: nel 1984, decine di tonnellate di sostanze tossiche fuoriuscirono dallo stabilimento di pesticidi della Union Carbide, oggi Dow Chemical Company. Circa mezzo milione di persone furono esposte ai gas tossici. Nel giro di pochi giorni ci furono tra le 7.000 e le 10.000 vittime e altre 15.000 persone morirono nei 20 anni successivi. A distanza di 26 anni, l’area non è stata bonificata e più di 100.000 individui continuano a subire gli effetti della contaminazione, mentre i sopravvissuti sono ancora in attesa di ottenere una riparazione equa per le sofferenze causate dal disastro. Tra gli altri premiati per l’edizione 2010 c’è anche l’autore televisivo Umberto Rondi che, nei suoi documentari (tra tutti “Caccia ai numeri primi” , “Il volo dello sciamano” (Rai), “Le vie della salute” (Sky)) e nel programma “Uno spot per la vita”), si è sempre contraddistinto per la sensibilità con cui ha trattato le tematiche dei diritti umani, dalla realtà dei migranti a quella dei malati di mente, dalla negazione del diritto alla salute alle trasmissioni sui diritti umani in Birmania. E c’è chi, come Enrico Calamai, ha saputo sposare la propria carriera di diplomatico con una causa, poi diventata manifesto dell’intera esistenza. Lo “Schindler argentino” ha dato voce, a trent’anni da quell’orrore, ai silenzi di un’intera generazione: quella dei desparecidos in Argentina. Calamai, rischiando in prima persona, non solo raccontò le torture, gli omicidi, l’arbitrio perpetrato in centinaia di prigioni sotterranee sparse nella città di Buenos Aires, ma contribuì a far condannare otto militari argentini, testimoniando contro di loro, e a mettere in salvo con l’espatrio 300 oppositori del regime. Il suo libro “Niente asilo politico” ha rotto il silenzio su un capitolo drammatico della nostra storia recente. Trentamila persone morte o sparite, che ancora oggi stentano a trovare spazio nel circuito ufficiale dei media. La presentazione del premio da parte del presidente della Free Lance International Press, Virgilio Violo, è stata quindi seguita da numerosi interventi: – “Verso un’etica condivisa per promuovere i diritti umani in un’Europa in trasformazione” di Luigi De Salvia, segretario generale di Religions for peace/sezione italiana. – “Il Darfur nel quadro della situazione del Sudan. Problemi e prospettive” di Stefano Cera, ricercatore in teorie e tecniche della trasformazione dei conflitti. Responsabile della formazione dell’associazione Italians for Darfur.- “Diritti umani in Italia: che fare?” di Enrico Calamai, ex diplomatico italiano e scrittore.  –“Il sostegno ai condannati a morte, nel contesto del movimento abolizionista della pena capitale” di Giuseppe Lodoli, presidente del Comitato Paul Rougeau. – “Il paradosso penitenziario” di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. – “Quanto dura una seduta di tortura?” di Andrea Taviani, presidente di Medici contro la tortura. – “Il sistema internazionale di protezione dei diritti umani e l’Italia: luci e ombre” di Antonio Marchesi, giurista e docente universitario. – “Educazione ai diritti umani: se questo sarà un uomo” di Valentina Pagliai, responsabile Dipartimento Educazione ai diritti umani della Robert F. Kennedy Foundation of Europe. – “Emergency e l’applicazione pratica del diritto alla salute” di Claudio Rossi, volontario di Emergency. – “Io è un altro”: il diritto delle persone disabili al proprio sguardo sul mondo” di Cristina Cannelli, storica dell’arte, volontaria della Comunità di S.Egidio. – ” Cina e diritti umani” di Maria Vittoria Cattanìa, vice presidente della Laogai Research Foundation Italia. – “Educare ai Diritti umani oggi” di
Roberto Fantini, attivista di Amnesty International. Commissione “Diritti umani e società”. Ha poi avuto luogo la premiazione di altri operatori della comunicazione, presentati da Giovanni Cavaliere. Hanno consegnato i premi e letto le motivazioni: Fabiola di Gianfilippo, attrice; Alfiero Alfieri, attore e Carmen Petrocelli, cantante lirica. Sono state  donate opere degli artisti: Paolo Garau, Gianni Ciotti, Luciana Gravina. La manifestazione si è svolta nella sala grande della Fondazione Europea Dragan, che promuove la diffusione e la circolazione delle idee, finalizzate alla formazione di un vero spirito di collaborazione e di  un’autentica operante coscienza europea.
Maria Vittoria Cattania

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.