Premier cinese a Pyongyang per discutere di commercio e nucleare

Rafforzare la cooperazione fra Pechino e Pyongyang e dare un nuovo impulso ai colloqui – bilaterali o multilaterali – sul nucleare nord-coreano. Sono i temi al centro del viaggio del premier cinese Wen Jiabao in Corea del Nord, accolto ieri nell’aeroporto della capitale con abbracci e baci da parte del “Caro leader” Kim Jong-il.

La tre giorni di visita, che si conclude domani 6 ottobre, si inserisce nel programma delle celebrazioni per i 60 anni di rapporti diplomatici fra le due nazioni, segnate nelle ultime settimane da tensioni in merito al programma atomico nord-coreano. Incontrando il premier cinese, Kim Jong-il ha affermato che Pyongyang non ha abbandonato il progetto di denuclearizzazione della penisola ed è aperta a “dialoghi bilaterali o multilaterali”. Il “Caro leader” non ha però preso alcun impegno concreto per la riapertura dei negoziati a Sei, che vedono coinvolti Cina, Corea del Nord, Corea del Sud, Stati Uniti, Russia e Giappone. L’agenzia ufficiale cinese Xinhua sottolinea la “calda accoglienza” riservata al premier Wen Jiabao, che ha assistito ad un’opera teatrale al fianco del leader nord-coreano e con il quale ha intrattenuto “colloqui amichevoli”. Pechino vuole sottolineare la bontà dei rapporti diplomatici e commerciali con l’alleato storico nord-coreano, sebbene le aperture di Pyongyang a Washington – con la richiesta di dialoghi a due sul nucleare – abbia destato più di un malumore fra i vertici del Politburo.

Oltre al premier, la delegazione cinese è composta da Yang Jiechi, ministro degli Esteri, e dal suo vice Wu Dawei, inviati di punta di Pechino nei colloqui a Sei sul nucleare nord-coreano. Ieri Wen Jiabao ha incontrato l’omologo nord-coreano Kim Yong-il, sottoscrivendo “una serie di accordi in tema di cooperazione”, senza però specificarne i contenuti e le modalità di applicazione. Nei giorni scorsi Thomas Hong-Soon Han, professore emerito di studi internazionali alla Hankuk University di Seoul, ha spiegato ad AsiaNews che il vertice fra esponenti di primo piano di Cina e Corea del Nord – pur favorito dai 60 anni di relazioni fra i de Paesi – si è reso necessario proprio per le “aperture” di Pyongyang agli Stati Uniti; aperture che, probabilmente, avrebbero minato “gli equilibri” tradizionali della regione asiatica.

Fonte: AsiaNews, 5 ottobre 2009

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