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PRATO: il bar storico “Andrei” parlerà cinese

Bruno Rosi l’ha detto durante la visita della presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Stanco di pagare colpe non mie”. Dà la colpa alla Questura che nel luglio 2018 lo ha chiuso per una settimana.

I documenti sono già pronti. Serve solo una firma. E così, dopo oltre un secolo di storia, il Bar Andrei diventerà di proprietà di un imprenditore cinese. Un pezzo di storia di Prato – come testimoniano le foto in bianco e nero che campeggiano al di qua del bancone – che viene cancellato. “Ad agosto troverete già un giovane esercente cinese su questa strada: il ragazzo è in gamba, gli interessa l’attività di tabacchi. Ho 67 anni, finalmente mi godo la pensione”.

Per Bruno Rosi, storico titolare del bar Andrei di via Magnolfi, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il provvedimento adottato dalla Questura nel luglio 2018. Il locale, nel mirino di spaccio e degrado, fu chiuso per motivi di sicurezza. Riaprì i battenti dopo una settimana con una festa aperta alla cittadinanza ma la ferita brucia ancora, tanto che lo stesso Rosi si è sfogato nel pomeriggio di oggi, 9 maggio, con Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, mentre era di passaggio in via Magnolfi per la campagna elettorale a sostegno del candidato sindaco Daniele Spada.

«I residenti ci infamano dalla finestra. Sembra che lo spaccio di droga sia colpa nostra. Qui è un guerra continua, da mattina a sera. E anzi, negli ultimi giorni con l’inizio del Ramadan lo spaccio fuori dal bar è aumentato. Ma agli occhi del questore evidentemente il problema sarei io, che qui lavoro e ho sempre lavorato». Fa male a Rosi una certa ostilità dei pratesi nei suoi confronti. «Sono stufo di assumermi responsabilità che non ho. Così non si può andare avanti». Rosi passerà la licenza agli esercenti cinesi: l’immobile all’angolo fra via Magnolfi e via Cironi appartiene alla sua famiglia.


Fonte: Il Tirreno,09/05/2019 [1]