PRATO: gruppo di cinesi lo riempiono di botte “perché si comporta male”

Prato, quattro cinesi arrestati dalla polizia in via Filzi per lesioni colpose aggravate dai motivi razziali: la vittima, 37 anni residente in Germania, “punito” dagli orientali perché litigava con la fidanzata nel loro territorio. Milone (Pls): “Segnale pericoloso”.

 “Questa è zona nostra e devi comportarti bene”. Con questa premessa un gruppo di cinesi composto da una decina di persona ha aggredito un trentaduenne italiano, residente in Germania, mentre stava litigando con una ragazza all’angolo fra via Filzi e via Marini, piena Chinatown. L’episodio, avvenuto intorno alle 2 della scorsa notte, lunedì 16, è iniziato con la segnalazione alla polizia di una violenta lite in strada fra cinesi e non meglio identificate persone “caucasiche”. Gli agenti delle volanti hanno poi capito che in realtà si era trattato di una vera e propria aggressione ai danni del trentaduenne italiano che, evidentemente, si trovava nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Il trentaduenne, almeno stando a quanto raccontato da lui e confermato dalla ragazza, stava litigando con la fidanzata per motivi di gelosia.

I cinesi, pertanto, sarebbero intervenuti in un primo momento per un equivoco, pensando di trovarsi al cospetto di un rapinatore o di un tentativo di violenza. Ma nonostante l’equivoco sia stato subito chiarito dalla vittima e dalla ragazza, i cinesi hanno continuato a picchiarlo per riportare l’ordine “ a casa loro”, visto che l’uomo apparteneva ad un’altra etnia e non sono graditi atteggiamenti agggressivi a Chinatown. Alla vista delle volante – ne sono arrivate almeno tre – i cinesi sono fuggiti. Ma nonostante la fuga, la polizia è riuscita a bloccare e arrestare quattro di loro  per i reati di lesioni colpose aggravate da motivi raziali. Il giovane italo-tedesco è stato accompagnato all’ospedale con la faccia gonfia e una prognosi di 21 giorni. Sono in corso indagini per ricercare gli altri cinesi che facevano parte del gruppo di aggressori.

Milone: “Un segnale pericoloso”. “Il pestaggio ai danni di un italiano, residente in Germania, mentre litigava con la sua fidanzata da parte di un gruppo di cinesi nel pieno del Macrolotto Zero – scrive Aldo Milone, capogruppoi di Prato Libera Sicura – deve far riflettere e non poco. La riflessione scaturisce soprattutto da una loro grave affermazione rivolta al cittadino italiano, “questo è un nostro territorio” riferendosi al Macrolotto Zero e pertanto non ammettono tali comportamenti. Prima si era solito dire che gli atti di violenza avvenivano soprattutto tra cittadini orientali e mai contro italiani. Questo episodio, mi dispiace dirlo, è un segnale preoccupante”.

“La loro affermazione “questo è un nostro territorio” sta a significare che ormai, anche se non era necessario, quella zona di fatto la considerano solo cinese – prosegue Milone – Questa amministrazione, tra l’altro, investirà anche circa 8/9 milioni di euro in quell’area. Forse poteva impiegarli in una zona abitata da pratesi. In più occasioni ho avuto modo di dire che Prato tra qualche decennio sarà un’anomalia mondiale perché circa il 50% sarà costituita

da cittadini orientali, spero tanto di sbagliarmi. Per concludere mi auguro che questo gravissimo episodio non venga sottovalutato perché rappresenta un segnale inquietante. Già tante volte, e soprattutto nel campo economico, si è verificata questa sottovalutazione”.

Il Tirreno,16/07/2018

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