PRATO: giro di vite su ristoranti, bar e alimentari del centro. Si tratta di negozi perlopiù cinesi

Controlli di Nas, Municipale e Direzione del lavoro. Nove blitz a maggio: trovati 7 lavoratori a nero ed elevate sanzioni per 64.000 euro. In regola solo uno dei locali: un ristorante pachistano.

Nella foto: la conferenza stampa in Comune. Da sinistra Olivieri Pennesi, Verzola, Biffoni e Pasquinelli

PRATO. Giro di vite su ristoranti, bar, pasticcerie e in tutti quei negozi che lavorano o vendono alimenti. Ma anche su quelle attività che fanno pensare di essere paravento per altre attività illecite. Per il momento la zona sotto la lente di ingrandimento è l’area del centro cittadino ma, sembra di poter stare certi, preste i controlli saranno allargati anche alle frazioni. La task force, nata ad hoc, per controlli di questo tipo è formata da polizia municipale, Direzione territoriale del lavoro e Nas.

Nove i controlli nel mese di maggio: a 4 ristoranti,  due centri estetici (uno in via della Repubblica, l’altro in viale Montegrappa), un bar, una rosticceria, una pasticceria. Si tratta di negozi perlopiù cinesi ma del gruppo fanno parte anche un ristorante pachistano (l’unico locale completamente in regola) e un bar italiano. Complessivamente sono stati trovati 7 lavoratori a nero (su 30) di cui due irregolari sul territorio, sequestrato 600 chilogrammi di alimenti tra cui farine, carni e pesce ed elevate 64mila euro di multe con due denunce a piede libero per le infrazioni di tipo penale legate al cattivo stato di conservazione degli alimenti a cui si sommano 12 infrazioni sulla tracciabilità dei cibi.

Quattro tra gli esercizi controllati sono stati chiusi (il caso più grave quello della pasticceria che aveva il laboratorio in casa). “Ci stiamo concentrando – ha esordito Matteo Biffoni, illustrando il lavoro delle forze dell’ordine e precisando che si tratta solo di un primo step – sulle realtà non in regola con l’obiettivo di fare controlli continui, costante e martellanti. Perché le regole, piacciano o no, vanno rispettate. Ben venga ma solo chi vuol aprire attività rispettando tutte le norme. E chi apre attività con chiare finalità e non come copertura di altro”.

“Questi controlli – è intervenuto Fedele Verzola, comandante dei Nas di Firenze – sono un segnale e vogliono mettere in evidenza come le zone grigie non sono tollerate. Credo che questi controlli avranno un forte impatto e non a casa molte delle infrazioni sono state pagate. Il primo obiettivo è infatti la deterrenza e ringrazio il sindaco per la determinatezza nel richiedere questo tipo di interventi e di lavorare per un coordinamento tra varie forze nei controlli”.

Per quanto riguarda il rispetto delle norme sul lavoro  è facile comprendere che le maggiori irregolarità sono state trovate nei locali cinesi così come le condizioni igieniche più precarie. A illustrare questi aspetti ci hanno pensato rispettivamente il responsabile della direzione provinciale del lavoro Stefano

Olivieri Pennesi e il comandante della polizia municipale Andrea Pasquinelli. “Sono controlli che si sommano a quelli che facciamo nelle aziende tessili – ha spiegato Pennesi – e che hanno un forte impatto sul pubblico dal momento che si lavorano alimenti”.

Il Tirreno di Prato, 05/06/2015

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