Postano unʼimmagine del Dalai Lama, i Placebo interdetti a vita dalla Cina

La band, che vede nel leader Brian Molko un estimatore delle dottrine buddiste, ha annunciato su Instagram la decisione del governo cinese.

Anche un semplice post su Instagram può far arrabbiare il governo cinese: lo sanno bene i Placebo, il duo di rock alternativo composto dall’eclettico Brian Molko e da Stefan Olsdal, che hanno rimediato un’interdizione a vita dalla Cina per aver pubblicato sul loro canale social la foto del Dalai Lama con una sua citazione (visibile qui).

Da sempre fortemente ostile all’indipendenza del Tibet e in tensione con il Dalai Lama, il ministero della Cultura cinese ha giudicato offensivo quanto pubblicato dalla band, che vede soprattutto nella figura di Molko un grande estimatore delle dottrine del buddismo e della figura dell’autorità tibetana. In seguito alla proibizione di mettere piede nel Paese dell’Estremo Oriente, i Placebo si sono scusati con i propri fan cinesi per non potersi più esibire al Summer Sonic Festival di Shanghai, in programma a fine agosto.

I Placebo stanno affrontando un tour mondiale per festeggiare i vent’anni di carriera, cominciata con la pubblicazione dell’album omonimo nel 1996. Protagonisti di un eccellente concerto a Milano a fine 2016, che ha trasudato di forte empatia con il pubblico, la band è tornata nel 2017 in Italia con tre date: il 21 giugno a Taormina nella splendida cornice del Teatro Antico, il 23 giugno a Firenze all’Ippodromo del Visarno e il 16 luglio a Barolo (Cuneo).

La formazione – con l’uscita del batterista Steve Forrest (che ha voluto cominciare una carriera musicale da frontman e cantante) – è ora composta ufficialmente da due membri, Brian Molko (voce, chitarra, basso) e Stefan Olsdal (chitarra, basso, tastiere). A supporto, oltre all’inseparabile Bill Lloyd (spesso al basso) e al musicista Nick Gavrilovic (alla chitarra), c’è l’anglo-cinese Angela Chan, che ha sostituito Fiona Brice al violino e alle tastiere. Il ruolo vacante della batteria è stato riempito da Matt Lunn, ex-Colour of Fire.


Fonte: Tgcom24, 20 luglio 2017

 

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