Polizia in Cina minaccia famiglia di un analista politico di Epoch Times

Li Xia, Epoch Times | 29/05/2015
Un editorialista dell’edizione in lingua cinese di Epoch Times ha riferito che i suoi familiari in Cina sono stati gravemente minacciati. Se non cercheranno di fare pressione sul figlio affinché interrompa il suo lavoro di editorialista, saranno rovinati finanziariamente, sarà loro negata ogni prospettiva di carriera e saranno molestati.

Nella foto: Xia Xiaoqiang, editorialista politico per l’edizione in lingua cinese di Epoch Times, in Norvegia in questa foto senza data. (Per concessione di Xia Xiaoqiang)

Xia Xiaoqiang, analista politico del giornale, vive in Norvegia e redige le analisi degli affari politici contemporanei dal 2009.

Il 19 maggio ha ricevuto le chiamate dalla Cina di suo padre e di suo fratello, entrambi i quali l’hanno invitato a smettere di scrivere, «altrimenti l’intera famiglia non potrà più vivere una vita normale».

Le richieste provenivano dagli agenti del Ministero della Sicurezza della Cina, noto in cinese come ‘guo un’, che ha sede nella città di Zhengzhou nella provincia dell’Henan. Il fratello di Xia ha raccontato di aver ricevuto a partire dal 15 maggio la visita degli agenti diverse volte, i quali sostenevano che i suoi articoli avevano avuto «gravi effetti politici» e che veniva considerato come una «forza ostile controrivoluzionaria».

Il fratello di Xia gli ha detto inoltre che gli agenti gli avevano esibito un documento rilasciato congiuntamente dal Ministero degli Esteri e dal Ministero della Sicurezza dello Stato con il quale si richiedeva che Xia «venisse rintracciato».

La mancata osservanza della direttiva, hanno continuato a spiegare gli agenti, avrebbe comportato per la famiglia in Cina «dei grossi problemi», tra cui la chiusura della società di proprietà del fratello di Xia, il rifiuto di viaggiare al di fuori del Paese e «problemi» di iscrizione alle scuole superiori per suo figlio che ha attualmente 12 anni.

Gli agenti sono arrivati fino a minacciare gli anziani genitori di Xia. «Mio padre ha 81 anni, è un quadro in pensione che ha prestato servizio presso l’ufficio del Pubblico ministero. L’anno scorso gli è stato diagnosticato un tumore, e un improvviso sbalzo emotivo potrebbe rivelarsi per lui estremamente pericoloso». Anche sua madre di 73 anni è ricoverata in ospedale a seguito di un ictus.

                                                                     (Per concessione di Xia Xiaoqiang)

I familiari erano stati avvisati che la sicurezza del figlio in Norvegia «non può essere garantita» e che la sicurezza dello Stato era intenzionata a «prendere provvedimenti» nei suoi confronti, ha raccontato Xia.

Epoch Times si è concentrato nel riferire su questioni in materia di diritti umani in Cina, tra cui, in particolare, la campagna che il Partito ha avviato nel 1999 per sradicare la disciplina spirituale del Falun Gong. Xia, lui stesso praticante del Falun Gong, ha detto che nella sua analisi politica vede che molti dei problemi politici fondamentali che il Partito sta affrontando sono correlati «al problema della persecuzione del Falun Gong».

«Minacciando la mia famiglia, cercando di privarmi del diritto della libertà di parola e attaccando i valori universali, gli agenti della sicurezza di Stato del Partito stanno violando il diritto internazionale… Le loro minacce sono illegali e io le condannano fermamente. Qualunque tattica spudorata e in stile gangster possano usare, non riusciranno a privarmi del diritto alla libertà di espressione e farò tutto quanto in mio potere per difendere i miei diritti».

Dopo l’inizio della persecuzione del Falun Gong, Xia ha trascorso due anni e mezzo in un campo di lavoro forzato dove è stato torturato ed è stato testimone della tortura e della morte di altri praticanti del Falun Gong.

«Ci sono sono milioni di praticanti del Falun Gong in Cina che non hanno le libertà che ho io, che sono perseguitati, detenuti, torturati brutalmente e uccisi per i loro organi», ha detto, aggiungendo di percepire come sua responsabilità il fatto di seguire la campagna contro la pratica e renderla pubblica con i suoi articoli.

Interrompere il suo lavoro dimostrerebbe semplicemente al Partito che la sua tattica funziona, ha detto. «Quindi mantengo salda la mia posizione dicendo ‘no’ al Partito e continuando a esporre la sua condotta illegale. Questo è l’unico modo per proteggere la mia famiglia».

Traduzione di Lu Chen. Scritto in inglese da Matthew Robertson.

Fonte,EpochTimes-http://epochtimes.it/n2/news/polizia-in-cina-minaccia-famiglia-di-un-analista-politico-di-epoch-times-1473.html

Articolo in inglese: ‘Police in China Threaten Family of Epoch Times Political Columnist’

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