Polizia cinese arresta un altro avvocato difensore di diritti umani, uno lo rilascia

E’ tornato a casa ieri notte l’avvocato Li Fangping, difensore dei diritti umani, dopo 5 giorni di arresto senza accuse. Ma sempre ieri è “scomparso” Li Xiongbing. Secondo una “procedura” ormai usuale, Li Xiongbing ieri pomeriggio ha telefonato alla moglie Wu Haiying per dirle che sarebbe “stato via” per qualche giorno e da allora non si hanno sue notizie. Poco prima della sparizione aveva un appuntamento con la polizia, per ragioni riguardanti la sua professione di avvocato. Egli ha difeso democratici e attivisti per i diritti umani, come Yang Chunlin e Yuan Xianchen, vittime di persecuzione religiosa. Da metà febbraio è in atto in Cina la peggiore persecuzione dal 1998 contro chi difende i diritti umani, con centinaia di arresti e di minacce e decine di “sparizioni” senza accuse formali. Molti di questi attivisti sono rilasciati dopo giorni e settimane, in attesa di processo, e in genere dicono di “non voler parlare” della loro detenzione. Esperti ipotizzano che questo “silenzio” sia tra le condizioni per il rilascio. La repressione vuole prevenire proteste stile Rivoluzione dei gelsomini, che sta scuotendo l’Africa del Nord e il Medio oriente. Li Fangping, altro noto avvocato, era scomparso il 29 aprile, dopo avere telefonato per avvertire la moglie. Due giorni fa aveva potuto telefonarle di nuovo, per dire che stava bene ed aveva ancora “affari” da sbrigare per quale giorno. Ieri sera è tornato a casa, ma non ha voluto dare altre notizie. Li ha difeso, tra gli altri, Zhao Lianhai, Hu Jia e l’attivista cieco Chen Guangcheng. Wan Yanhai, fondatore di Aizhixing, gruppo per la difesa dei malati di Aids, emigrato negli Stati Uniti circa un anno fa a seguito delle continue minacce subite in Cina, commenta che ora le autorità colpiscono gli avvocati che difendono gli attivisti, costringendoli al silenzio. Il gruppo Chinese Human Rights Defenders denuncia che intanto è stata mossa accusa per “istigazione alla sovversione contro lo Stato” a Xue Mingkai, attivista per i diritti di Qufu (Shandong), arrestato a febbraio e da allora detenuto presso il carcere di Jining. Finora nulla era stato comunicato alla famiglia. Xue è già stato in carcere 18 mesi dal maggio 2009 al novembre 2010 per “sovversione contro lo Stato”, dopo che egli, lavoratore migrante a Shenzhen, aveva cercato di organizzare il “Partito Democratico dei Lavoratori di Cina”.
Tra i molti scomparsi c’è il noto artista Ai Weiwei, il cui arresto ha provocato proteste internazionali. Ieri il sindaco di New York Michael Bloomberg ha visitato l’esposizione di alcune sue opere (nella foto), sculture di bronzo chiamate “Cerchio di Animali/Zodiaco Teste” che rappresentano i 12 animali dello zodiaco cinese, esposte a Manhattan. L’esposizione poi andrà a Londra, Los Angeles e altrove negli Usa.

Fonte: Asia News, 5 maggio 2011

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