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Pfizer (coinvolta nel traffico di organi), investe 350 milioni di dollari in un centro biotech in Cina

L’hub biotecnologico – il primo per la Pfizer in Asia – rientra in una strategia che mira a agevolare i rapporti con enti regolatori locali e il governo pe velocizzare l’immissione dei farmaci nel mercato cinese.

La Pfizer continua ad aggiungere tasselli, uno dopo l’altro, per aggiudicarsi un posto nel secondo mercato mondiale del pharma, quello cinese. La società americana martedì ha reso noto un investimento di 350 milioni di dollari per costruire un centro biotech in Cina, come riporta la Reuters [1].

Obiettivo finale è assicurarsi un’approvazione più rapide per i propri prodotti. Il centro biotecnologico, che sarà il primo per la Pfizer in Asia, dovrebbe essere pronto entro il 2018 e sarà situato nella regione orientale di Hangzhou. Tutto il mondo del farmaco in questo momento guarda con estremo interesse il mercato healthcare cinese  studiando metodi rapidi e intelligenti per sfruttarlo; considerando anche che secondo le stime di IMS Health entro il 2018 il suo valore raggiungerà circa i 185 miliardi di dollari. Dalle acquisizioni agli investimenti nelle facilities cinesi, passando per  accordi di licenza e joint venture, l’obiettivo finale come già ricordato, è quello di cercare un vantaggio nei rapporti con enti regolatori locali e il governo.

John Young, presidente del gruppo per la divisione di salute essenziale di Pfizer, ha dichiarato che la struttura di Hangzhou dovrebbe “contribuire a raggiungere l’obiettivo della Cina di aumentare la complessità e il valore del suo settore manifatturiero entro il 2025”. La società americana inoltre ha affermato di volere lavorare a stretto contatto con le autorità regolatorie del posto, per portare i farmaci sul mercato il prima possibile. Focus del centro biotech saranno prevalentemente farmaci biologici e biosimilari, versione generica a basso prezzo di questi ultimi.

Sono molte le società farmaceutiche che da tempo lamentano il lento processo necessario all’immissione dei farmaci nel mercato cinese, mentre altre si sono imbattute in blocchi normativi. Pfizer inoltre lo ricordiamo, lo scorso anno aveva chiuso la sua attività sui vaccini dopo che non era stata rinnovata la licenza del suo vaccino più venduto Prevenar.

Si stima che entro il 2020 la spesa sanitaria della Cina arriverà a toccare i 1.3 miliardi di dollari, ma da ormai quattro anni la crescita del mercato farmaceutico ha subito un rallentamento del 20%, da quando i generici di marca hanno perso di importanza e Pechino ha cercato di contenere i prezzi mettendo  un tetto sui costi.

Aboutpharma, 28/06/2016


Prove inconfutabili dimostrano che la maggior parte degli organi appartengono a detenuti che sono stati rinchiusi nei Laogai o in altri centri di detenzione in Cina. In particolare la Roche e la Astellas hanno sponsorizzato i trapianti in Cina

Alcune delle più famose case farmaceutiche coinvolte: 

NOVARTIS, ROCHE, ASTELLAS, WYETH, PFIZER, ISOTECHNIKA

Laogai Research Foundation Italia ONLUS, 30/06/2016

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