Petizionisti cinesi fanno irruzione in una ‘prigione nera’ per salvare un amico

Lu Chen,Epoch Times,15/09/2014

Un gruppo di attivisti in Cina ha fatto irruzione in una ‘prigione nera’ di una zona nordoccidentale dello Xinjiang. Hanno liberato un amico e compagno contro l’ingiustizia sociale, causando i maggiori danni possibili al carcere.

Prigione nera è il nome che i cinesi usano per riferirsi ai luoghi di detenzione predisposti dai funzionari locali del regime, in cui di solito rinchiudono i petizionisti, gli attivisti e chiunque convenga loro mettere in prigione, sempre senza alcuna procedura legale.

I petizionisti sono cittadini cinesi che presentano le loro proteste o richieste alle alte autorità di Pechino riguardo gli abusi che dicono di aver subito nelle loro città di provenienza.

Nella foto: petizionisti cinesi mostrano i documenti relativi alle loro rimostranze a Pechino. Recentemente nella provincia del Xinjiang un gruppo di residenti locali ha fatto irruzione in una ‘prigione nera’ per liberare un petizionista cinese illegalmente imprigionato dai funzionari per la sicurezza. (Teh Eng Koon / AFP / Getty Images)

La fuga di Tang Xueqin è stata resa possibile da quattordici amici che hanno fatto irruzione in alloggi popolari nella città di Shihezi, nella Regione autonoma Uigura dello Xinjiang occidentale, intorno alle 4 di mattina del 24 agosto. L’edificio è stato utilizzato come prigione nera.

«Si pensava che gli alloggi fossero riservati alle persone con basso reddito, ma sono diventati una prigione nera per rinchiudere i petizionisti», ha detto Tang in un’intervista con New Tang Dynasty (NDT) Television di New York.

Tang ha detto a NTD che era stato imprigionato il 16 agosto poiché il governo locale voleva impedirgli di andare a Pechino a protestare: dal 2012 è la tredicesima volta che viene detenuto illegalmente.

Nel 2006 i terreni agricoli di Tang sono stati occupati dalle Milizie di produzione e costruzione dello Xinjiang, un collettivo economico semi-militare gestito dal Governo. Ma non ha ricevuto alcun risarcimento dopo essere stato sfrattato e ha deciso di protestare per tentare di ottenere giustizia. In Cina c’è un ufficio governativo specifico per i petizionisti, che si suppone riceva le lettere, le chiamate e le visite dei cittadini e si occupi dei loro problemi. In realtà il sistema finisce per fare molto poco.

Il giorno in cui Tang è stato imprigionato, i funzionari gli hanno detto che gli avevano organizzato un incontro con i responsabili delle Commissione politica e giudiziaria, che gestisce l’apparato di sicurezza, per discutere il suo reclamo. L’incontro tuttavia si è rivelato una trappola.

Tang è stato rinchiuso nella prigione nera ed è stato torturato. Le quattordici persone che lo hanno liberato erano anche loro petizionisti che erano stati rinchiusi e torturati nella stessa prigione nera.

«Quello che stanno facendo non può assolutamente essere chiamato mantenimento della stabilità – ha detto Tang – Ti rapiscono e ti derubano, ma non puoi protestare. Se lo fai ti accusano di disturbare l’ordine pubblico. Se ti ribelli ti chiamano terrorista violento».

Dopo che Tang è fuggito dalla prigione nera ci ha messo dieci giorni per raggiungere Pechino. Ha detto di essere stato inseguito da teppisti assunti dall’ufficio di pubblica sicurezza nello Xinjiang.

«Ogni volta che sono stato imprigionato, il vicedirettore dell’ufficio locale per le petizioni, He Weigan, ha ricevuto riconoscimenti dal Governo. Hanno anche assunto gangster per portarci via dall’ufficio petizioni di Pechino, e i gangster hanno ricevuto centomila yuan (circa 13 mila euro) per ogni petizionista catturato», ha detto Tang.

Un funzionario locale dell’ufficio petizioni una volta ha detto a Tang: «Centomila yuan non sono nulla. Abbiamo molti soldi. La legge non vale niente, noi abbiamo la nostra legge. Cosa si può fare contro di noi?»

Fonte,Epoch Times, http://www.epochtimes.it/news/petizionisti-cinesi-fanno-irruzione-in-una-prigione-nera-per-salvare-un-amico—127078

Articolo in inglese: “Group Mounts Daring Raid on ‘Black Jail’ in China to Rescue Friend”

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