Pesce «made in Cina», spacciato per italiano: sequestri

Avevano etichette false. Quattro importatori a processo. La Procura ordina verifiche a tappeto anche nei ristoranti

PADOVA – Etichettature falsificate e prodotti non corrispondenti a quanto riportato nei documenti di trasporto. Per due volte nel giro di un mese i prodotti ittici in arrivo dall’Oriente al porto di Venezia, e destinati ai ristoranti cinesi di mezzo Veneto, sono finiti sotto sequestro.

Erano stati gli uomini della guardia costiera a scoprire il raggiro la primavera scorsa. Il pesce acquistato dai grossisti cinesi in attività nel nostro Paese era di qualità scadente. Si cercava di spacciarlo per prodotto di qualità proveniente dai nostri mari.

Un fenomeno preoccupante su cui il sostituto procuratore Benedetto Roberti vuole vederci chiaro. Ha dato mandato ai carabinieri del Nas di controllare l’intera filiera del pesce di produzione cinese, dagli importatori ai grossisti, fino ai ristoranti in cui il prodotto viene proposto in tavola.

Il Mattino,20/11/2014

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