Pesaro sarà una nuova Prato? I laboratori cinesi nel mirino della Finanza

Parte l’inchiesta sull’aggressione commerciale nel settore tessile. Nei primi mesi del 2015 sequestrati beni per oltre 10,5 milioni: il doppio dell’anno scorso

Pesaro, 23 giugno 2015 – Solo nei primi 5 mesi dell’anno, la Guardia di Finanza di Pesaro e Urbino ha sequestrato per equivalente beni per oltre 10,5 milioni di euro. E’ il doppio di quanto sequestrato dal Comando provinciale l’anno scorso, e da solo rappresenta quasi il 50% dei sequestri fatti sempre nei primi 5 mesi dell’anno, a livello regionale.

E’ questo uno dei dati segnalati con orgoglio dal comandante provinciale questa mattina, colonnello Antonino Raimondo, in occasione del 241° anniversario della fondazione del corpo. Il colonnello ha fornito altri dati importanti dell’attività. Tra gli altri: denunciati all’autorità giudiziaria 74 soggetti per violazioni penali di carattere fiscale; scoperti 33 “evasori totali” (soggetti completamente sconosciuti al Fisco e/o che non hanno ottemperato agli obblighi di presentazione della dichiarazione annuale); individuati 8 datori di lavoro che hanno utilizzato complessivamente 20 “lavoratori in nero” (di cui 1 extracomunitario) e 9 “lavoratori irregolari”; sottoposti a sequestro penale per equivalente, connesso a reati fiscali, beni per circa 5 milioni di euro; 1.788 controlli strumentali: 1.137 controlli in tema di scontrini e ricevute fiscali di cui irregolari 166 (con una incidenza del 14,6%); 651 controlli su strada che consentono il monitoraggio dei movimenti delle merci sul territorio a contrasto di traffici in evasione.

E soprattutto, indagini sull’aggressione commerciale crescente di alcuni laboratori cinesi che producono i grandi marchi dell’abbigliamento, operanti sia nell’entroterra di Pesaro che di Urbino, risultatiinadempienti da un punto di vista fiscale: per evitare che la provincia e le Marche in genere facciano la stessa fine del distretto dell’abbigliamento del tessile e della pelletteria dell’area pratese-fiorentina, devastata negli anni scorsi da una concorrenza spesso illegale. Una inchiesta, questa, annunciano dalla Finanza, ancora agli albori ma che rivelerà nei prossimi mesi sicuramente delle sorprese.

Il Resto del Carlino,23/06/2015

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