Persecuzione religiosa: in Cina migliaia di arresti e continue torture

Ci sono state dimostrazioni in molte grandi città in Asia e nel mondo, ma non a Pechino, il 25 aprile 2009 per commemorare i 10 anni della persecuzione in Cina contro i seguaci del movimento Falun Gong. Nel decennio ci sono state decine di migliaia di arresti e migliaia di morti in carcere.

A Yokohama (Giappone) circa 300 seguaci hanno sfidato una forte pioggia per protestare contro le torture praticate dal Partito comunista cinese. A Taipei (Taiwan) circa mille adepti hanno dimostrato in Freedom Square domandando la fine della persecuzione in Cina. A New York si sono radunati in oltre 3mila.

A Hong Kong, dove il culto è consentito, centinaia di seguaci hanno marciato in modo pacifico dal Victoria Park al palazzo del governo, accompagnati da tre bande musicali, indossando camice gialle e mostrando striscioni con scritto “sciogliete completamente il Partito comunista cinese” o “50 milioni di eroi hanno lasciato il partito” in ricordo dei circa 53 milioni di membri della setta che sono usciti dal Pcc per protesta.

Solo in Cina non ci sono state manifestazioni. A Pechino le strade erano presidiate dalla polizia, pronta a reprimere qualsiasi dimostrazione.

Il gruppo, fondato sui principi di buddismo, taoismo e confucianesimo, predica “verità, compassione e tolleranza”, nonché una regolare pratica di meditazione e di esercizio fisico per ottenere una miglior salute.

Il 25 aprile 1999 oltre 10mila membri Falun Gong hanno circondato il quartiere generale del Pcc a Pechino per protestare contro il divieto per il loro culto. All’epoca contava oltre 70 milioni di seguaci, tra cui molti membri del Pcc e funzionari di governo. In risposta Pechino ha iniziato una persecuzione sistematica, con il carcere per chiunque pratichi il culto o ne diffonda il materiale. Secondo i dati dello stesso Falun Gong, nei 10 anni oltre 3mila seguaci sono morti in carcere per le torture e le percosse e ci sono stati oltre 63mila casi documentati di torture, ma gruppi per i diritti umani parlano di “solo” un centinaio di morti in detenzione e di circa 8mila arrestati. Il gruppo lamenta che di recente le autorità hanno iniziato a perseguitare con minacce, percosse e arresti anche gli avvocati che li difendono.

Il 23 aprile Jian Yu, portavoce del ministro degli Esteri, ha ripetuto in conferenza stampa che questo gruppo è vietato perché è “malvagio” e “ha violato i diritti umani tramite un controllo mentale della gente che causa malattie, infermità e anche la morte di molti seguaci e innocenti” e che le autorità non hanno violato alcuna legge.

fonte: AsiaNews, 28 aprile 2009

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